Reti fantasma, l’operazione di recupero di Marevivo nelle Secche di Tor Paterno

“Noi auspichiamo da molti anni il fatto che i pescatori possano segnalare, anche in forma anonima, l’abbandono e la perdita di queste reti che fanno dei danni incredibili”, Massimiliano Falleri, responsabile divisione subacquea di Marevivo

Le chiamano reti fantasma, sono reti da pesca abbandonate che si trasformano in vere e proprie trappole per i pesci che rischiano di rimanere incagliati tra le loro maglie. Il progetto Blue Days, realizzato da Marevivo in collaborazione con le amministrazioni locali, punta sulla formazione della popolazione riguardo l’impatto che le azioni umane possono avere sull’ambiente, tanto come contributo all’inquinamento quanto in termini di impatto positivo. Il progetto prevede anche la rimozione delle reti che, nel lungo periodo rilasciano microplastica che, una volta inghiottita dai pesci, arriva nella catena alimentare umana.

Abbiamo seguito i sub di Marevivo nell’operazione di rimozione di una rete segnalata nelle Secche di Tor Paterno.

Massimo Falleri, responsabile divisione subacquea di Marevivo, ha coordinato le operazioni di recupero e ci ha raccontato come si individua e, successivamente, come si recupera una rete fantasma: “L’individuazione di solito avviene tramite dei subacquei perché ci troviamo in un luogo particolare, siamo all’interno dell’area protetta di Tor Paterno. Noi auspichiamo da molti anni il fatto che i pescatori possano segnalare, anche in forma anonima, l’abbandono e la perdita di queste reti che fanno dei danni incredibili. Dopo la segnalazione dei subacquei inizia un progetto di fattibilità, si capisce se la rete può essere rimossa e si comincia a costruire una squadra per fare un recupero. Si mettono insieme diversi subacquei con dei palloni di sollevamento, delle forbici per togliere tutto quello che è ancorato, e poi si riporta la rete in sicurezza verso la superficie.”