Marevivo, riscoprire il Tevere tra natura e storia con “Il Sentiero del Martin Pescatore”

“Conoscere il proprio territorio, l’importanza dei fiumi e della risorsa acqua”, Carmen di Penta, Direttore Generale Marevivo.

Servizio video di Mariaelena Leggieri

Un’uscita in battello in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, per riscoprire il Tevere come icona culturale, storica e naturale e acquisire una maggiore conoscenza dello stato ecologico del fiume e della sua biodiversità.

I protagonisti di questa esperienza sono stati gli studenti e le studentesse delle classi II della Scuola Secondaria di primo grado “Cecco Angiolieri – Istituto Comprensivo Via Savinio 43” di Roma, nel quadro del progetto di educazione ambientale di Marevivo “Il Sentiero d’acqua del Martin Pescatore”, giunto alla sua seconda edizione e realizzato con il contributo della Regione Lazio, Ufficio di Scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume, nell’ambito dell’Avviso per la concessione di contributi per i contratti di fiume delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi 2022/2023.

Guidati dagli operatori di Marevivo e accompagnati dai loro docenti, ragazzi e ragazze hanno potuto conoscere la straordinaria fusione di valori storici, artistici e naturalistici che caratterizzano il fiume della Capitale, attraverso un percorso alla scoperta del Tevere che, oltre alle uscite “sul campo” in battello, prevede anche attività in classe e laboratori.

E tra natura e storia, nel corso dell’uscita didattica, si è andati alla ricerca del Martin pescatore, che ancora vive in alcuni tratti cittadini del fiume. Un uccello straordinario per bellezza e comportamento che “pattuglia” e difende strenuamente la sua area di alimentazione in maniera vivace e combattiva, allontanando e disperdendo minacce, disturbi o intrusi. È per questo che se ne è voluto fare il simbolo dell’atteggiamento protettivo e battagliero che ragazzi e ragazze dovranno assumere per difendere il loro fiume.

“A seguito del successo della prima edizione dei Contratti di fiume delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, abbiamo proseguito il percorso con un altro finanziamentoafferma la Consigliera regionale Cristiana Avenali – la metodologia applicata prevede attività in campo per la conoscenza del proprio territorio e la produzione di elaborati per immaginare il fiume che i bambini e le bambine vorranno e le buone pratiche da intraprendere – credo sia importante, anche per il futuro, fornire ai più piccoli gli strumenti per potersi prendere cura del fiume Tevere”.

“Conoscere il proprio territorio, l’importanza dei fiumi e della risorsa acqua in generale è importante per capire come orientarsi nella transizione ecologica in questo passaggio epocale che ha nella scuola e nei giovani il motore principaleha dichiarato il Direttore Generale Marevivo, Carmen di PentaScoprire la natura in città e imparare ad adottare comportamenti sostenibili è un primo passo per approfondire la conoscenza e valorizzare l’ecosistema fluviale e il suo rapporto strettissimo con il mare per il quale è una minaccia se non adeguatamente tutelato e protetto.

“La nostra scuola aderisce a questa interessante iniziativa nell’ambito di un più ampio progetto sull’educazione ambientale che vede coinvolti tutti gli alunni dall’infanzia alla secondariadichiara la Dirigente Scolastico dell’IC Via Savinio 43, Angela Maria MarrucciIn un momento storico in cui la tematica della tutela ambientale è particolarmente seria e oggetto di riflessioni ed interventi a livello mondiale, l’esperienza laboratoriale e scientifico-naturalistica sul Tevere rappresenta un’ulteriore occasione per sensibilizzare gli studenti al rispetto degli ecosistemi e alla consapevolezza delle gravi conseguenze di comportamenti scorretti ed irresponsabili.