Mare Nostrum, 56 reati ambientali al giorno, più di 2 ogni ora. Salpa Goletta Verde di Legambiente

Mare Nostrum.  56 reati ambientali al giorno, più di 2 ogni ora, quasi 3 per ogni chilometro di litorale.

Sono i numeri del Dossier ‘Mare Nostrum’ di Legambiente, basato sul lavoro delle Forze dell’Ordine e delle Capitanerie di porto in mare e sulle coste italiane.

Una fotografia che sembra non cambiare nel tempo.

Nel 2018 sono state 20.437 le infrazioni accertate, il 20% in più rispetto all’anno precedente; salgono a 23.554 le persone denunciate e arrestate (+20%); 5.834 i sequestri (+22%) per un valore di 1,5 miliardi di euro considerando i sequestri e il valore delle sanzioni penali e amministrative comminate dalle Forze dell’ordine.

Le minacce sono sempre le stesse: illegalità legate al ciclo del cemento (34% dei reati); Inquinamento delle acque (33,1%); pesca di frodo (23,1%); infrazioni al codice della navigazione (9,8%).

“I dati del nostro dossier ci dicono che l’Italia costiera è ancora sotto attacco, nonostante l’incessante lavoro delle Forze dell’ordine e dalla Capitaneria di porto che ora hanno a disposizione anche nuovi strumenti di contrasto offerti dalla legge sugli ecoreati – ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente – i numeri ci dicono che bisogna fare di più e meglio. Ed è l’obiettivo che ci poniamo anche quest’anno con il nuovo viaggio di Goletta Verde che per tutta l’estate manterrà alta l’attenzione contro i nemici del mare, per combattere le trivellazioni di petrolio,la mala depurazione, il cemento illegale e il marine litter”.

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Nel dettaglio, il numero del dossier ci dicono che il 52,7% degli illeciti accertati si concentra nelle quattro regioni del sud: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria sono le prime quattro regioni nella classifica nazionale dell’illegalità ai danni del mare.

La Campania ha il primato assoluto con 3.483 infrazioni (il 17%) spalmate lungo i suoi 470 chilometri di costa, 4.141 persone denunciate o arrestate e 1.397 sequestri.

Analizzando i vari fenomeni, anche quest’anno i numeri del cemento illegale nelle regioni costiere sono impressionanti: 6.955 infrazioni accertate, di cui oltre la metà sempre tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia; oltre 9mila tra arresti e denunce, 1.549 sequestri.

Lo stesso vale per quanto riguarda le infrazioni legate al ciclo dei rifiuti, in particolare scarichi inquinanti e mala depurazione: 6.763 infrazioni accertate, in aumento dell’11,2% rispetto al 2017; 8.560 (+2,7%) tra denunce e arresti e 2.447 sequestri (+12,1%).

Il saccheggio della risorsa ittica è l’unico indicatore dell’assalto al mare con il segno negativo, rispetto all’anno precedente i reati contestati calano infatti del 10% e del 9,3% per numero di persone denunciate e arrestate.

Ultimo, ma non meno importante per la salvaguardia dell’ecosistema marino, è il contrasto alle pratiche illecite nella navigazione da diporto: un dato che cala del 31,3% rispetto all’anno precedente per quanto riguarda le infrazioni e del 27,6% per quanto riguarda le persone denunciate, ma che si impenna per numero di sequestri: + 59,3% rispetto al 2017.

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Per Ciafani – “è ora di dire basta ad ogni forma di alibi e intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente a partire dalla gestione delle acque reflue e dall’adeguamento del nostro sistema depurativo. Non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare. È inoltre urgente approvare una legge che centralizzi le competenze degli abbattimenti degli abusi edilizi, attraverso le prefetture, per evitare il ricatto elettorale alla base della mancata azione da parte dei comuni e poi approvare la norma sul fishing for litter per permettere ai pescatori di tutta Italia di fare gli spazzini del mare”.

Proprio per combattere questa aggressione – annuncia l’associazione ambientalista – salpa la Goletta Verde di Legambiente.

Dal 24 giugno al 15 agosto: un viaggio in 25 tappe, nelle 15 regioni costiere italiane, dal Friuli-Venezia Giulia alla Liguria per monitorare la qualità delle acque marine, denunciare le illegalità ambientali, l’abusivismo edilizio, le trivellazioni di petrolio e combattere l’emergenza delle plastiche in mare, ma anche per informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di salvaguardare questo prezioso ecosistema e le sue bellezze e affermare il ruolo centrale del Mediterraneo nelle politiche di accoglienza, solidarietà e integrazione.

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Le tappe e le novità di Goletta Verde 2019:

  • Lignano Sabbiadoro (dal 23 al 25 giugno)
  • Caorle (26, 27 giugno)
  • Chioggia (28 giugno)
  • Rimini (30 giugno, 1 luglio)
  • Ancona (2 luglio)
  • San Benedetto del Tronto (3, 4 luglio)
  • Pescara (5, 6 luglio)
  • Vasto (7 luglio)
  • Termoli (8, 9 luglio)
  • Isole Tremiti (10 luglio)
  • Monopoli (11, 12 luglio)
  • Taranto (15 luglio)
  • Corigliano-Rossano (17, 18 luglio)
  • Pozzallo (20, 21 luglio)
  • Gela (22, 23 luglio)
  • Triscina – Selinunte (24 luglio)
  • Favignana (25 luglio)
  • Cagliari (28, 29, 30 luglio)
  • Maratea (1 agosto)
  • Scario (2, 3 agosto)
  • Acciaroli (4 agosto)
  • Procida (5, 6 agosto)
  • Anzio (7, 8 agosto)
  • Portoferraio (10, 11 agosto)
  • La Spezia (12, 13, 14 agosto)

Un’edizione, quella del 2019, che sarà realizzata grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro –  Endless Ocean, Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner sarà la La Nuova Ecologia.

Tra le altre battaglie che saranno portate avanti durante l’estate da Goletta Verde c’è: la messa al bando delle plastiche usa e getta e in generale la lotta al marine litter, una delle due più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici. O, ancora, quello di garantire il diritto all’accesso libero alle spiagge ai cittadini; tutelare i paesaggi marino costieri per frenare la perdita di biodiversità.

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In questo quadro, come sempre, con il servizio Sos Goletta, Legambiente assegna un compito importante a cittadini e turisti, a cui chiede di segnalare situazioni anomale di inquinamento delle acque: tubi che scaricano direttamente in mare ma anche chiazze sospette.

I tecnici del laboratorio mobile approfondiranno le denunce e le segnalazioni arrivate, per poi farle arrivare alle autorità competenti.

Per inviare basta collegarsi al sito www.legambiente.it/golettaverde. Il servizio SosGoletta rientra nel progetto di Legambiente Volontari per Natura sulla citizen science (il contributo dei cittadini alla conoscenza dei problemi ambientali e alla loro risoluzione).

 

 

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