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Mare, tutelare la Blu Economy attraverso le Zone Economiche Esclusive

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Mare. Fonti rinnovabili, acqua, pesca ed opportunità per le nostre imprese.

Sono solo alcune delle opportunità che i nostri mari ci possono offrire ed è per tutelare questa nostra ricchezza, che la deputata e “facilitatrice” M5s Iolanda Di Stasio, ha presentato una proposta di legge per istituire una zona economica esclusiva al di fuori della fascia di mare che già ci appartiene.

“Il mare è un bene prezioso per l’Italia e faremo di tutto per tutelarlo – scrive Di Stasio sul Blog delle Stelle – Il mare è una risorsa. Ed è anche un confine naturale sul quale ogni stato esercita una sua parte di sovranità. Lo sanno bene gli stati costieri che dalle acque territoriali e dalla piattaforma continentale da sempre ricavano parte della loro ricchezza”.

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L’Italia si affaccia sul Mediterraneo con oltre 8mila chilometri di coste e il mare definisce una parte importante della sua economia: oltre 200mila imprese con un valore aggiunto di 46,7 miliardi di euro e 885mila occupati. Anche la sicurezza del nostro Paese passa dal controllo del mare e da ciò che può offrirci.

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Cosa significa? Significa sfruttare una possibilità prevista dalla convenzione delle Nazioni Unite di Montego Bay per avere un controllo diretto ed esclusivo su una porzione di mare più larga rispetto a quella prevista finora. Ovviamente tutto nel rispetto del diritto internazionale e degli accordi che di volta in volta verranno firmati tra gli Stati.

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È un intervento legislativo necessario per regolare ad esempio la pesca e la tutela dell’ambiente e anche per rispondere a chi tenta di intaccare la nostra sovranità, cercando di appropriarsi di ciò che ci appartiene e che è motore della nostra “Economia Blu”.

Esploriamo, sfruttiamo, gestiamo e controlliamo le risorse naturali del Mediterraneo, rispettando la legge e dialogando con i nostri vicini per fare in modo che il mare rimanga sempre un bene comune.

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