Marcia per il clima e contro gli allevamenti intensivi, sabato 15 giugno a Roma

Sabato 15 giugno dalle ore 15:00 alle 18:00 partirà da Piazza della Repubblica, Roma, la Marcia per il clima e contro gli allevamenti intensivi, organizzata da Animal Amnesty: “Facciamoci sentire perché vogliamo un futuro per il pianeta”.

“Il 2035 sarà, a detta di molti scienziati, l’anno del punto di non ritorno; il momento in cui non sarà più possibile invertire il cambiamento climatico in atto. Da allora, potremo solo assistere impotenti alla fine della Terra come l’abbiamo conosciuta fin qui. Abbiamo ancora pochi anni per invertire la rotta in maniera drastica e permettere che su questo pianeta ci possa essere un futuro per la specie umana e le migliaia di specie animali che oggi lo popolano”, questo si legg nell’appello di Animal Amnesty , un’ organizzazione nata dall’esperienza di Occupy Green Hill e che crede nell’azione diretta come strumento di lotta privilegiato per la liberazione animale.

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“I governi non solo non stanno prendendo nessuna iniziativa per fermare il disastro in atto, ma continuano a sovvenzionare le attività più impattanti e distruttive, relativamente all’ecosistema. Gli allevamenti intensivi ricevono ogni anno decine di miliardi di euro di finanziamento e sono responsabili del 20% dell’inquinamento che tutti i giorni ammala il nostro pianeta.

La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo,  ha approvato la riforma della Pac (Politica Agricola Comune) la quale non contempla il taglio dei finanziamenti pubblici agli allevamenti intensivi, così come proposto dalla Commissione Ambiente. Similmente, non sarà neppure limitata la densità degli animali allevati nelle aziende beneficiarie dei fondi comunitari. E il benessere animale non sarà considerato un criterio dirimente per l’erogazione dei finanziamenti. Come si può parlare di ridurre l’avvelenamento della Terra e fermare i cambiamenti climatici se si continua a destinare risorse economiche pressoché illimitate proprio alle cause di questo disastro?”.

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L’organizzazione specifica gli obiettivi di questa marcia: “Servono atti concreti immediati. Serve interrompere i finanziamenti pubblici agli allevamenti intensivi per sostenere attività con un impatto ambientale basso o nullo. Esistono migliaia di esempi virtuosi che sono però lasciati ai margini, mentre le risorse economiche provenienti dai governi sono destinate a multinazionali, le cui attività creano inquinamento e devastazione. Infatti, sempre in sede di approvazione della Pac europea, è stata respinta la proposta di aumentare la quota di fondi da destinare a modelli di agricoltura ecosostenibile. Esiste, però, anche la responsabilità morale dei consumatori che dovrebbero mettere in atto quei comportamenti virtuosi, atti a ridurre al minimo la propria impronta ecologica. Tra questi, l’eliminazione o la riduzione drastica del consumo di carne è indubbiamente quello in grado di dare più risultati. A tal proposito, si registra la proposta della parlamentare britannica Caroline Lucas, di tassare la carne per ridurne il consumo, proprio per contrastare il cambiamento climatico. Nonostante l’idea abbia sollevato numerose proteste da parte, soprattutto, di chi sostiene la lobby degli allevatori, è positivo il fatto che qualcuno che occupa posizioni apicali nei governi, inizi a sentire come impellente l’emergenza clima. Dare forza a queste posizioni è uno degli obiettivi di questa marcia”.

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“Facciamoci sentire perché vogliamo un futuro per il pianeta, dove gli esseri umani possano finalmente vivere in simbiosi con esso e con tutti i suoi abitanti. Vogliamo invertire la rotta per far sì che le nuove generazioni possano vivere in un luogo come l’abbiamo conosciuto fin qui. Vogliamo farlo ora perché non avremo altre possibilità. Fermiamo gli allevamenti intensivi, fermiamo il cambiamento climatico!”, l’invito di Animal Amnesty.

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