Territorio

MANTOVA REGINA GREEN DAVANTI A TRENTO E BOLZANO. ROMA BOCCIATA

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Roma. Mentre il Nord Italia lotta contro l’inquinamento, Legambiente e Ambiente Italia tirano le somme. 

Ciò che è venuto fuori è un percorso evolutivo, basato sui dati raccolti nel 2016. Male per l’eccessivo numero di auto circolanti, male per il consumo spropositato di acqua e rifiuti. Dati scoraggianti ma non del tutto. Alcuni parametri, tra cui l’aria, risultano in miglioramento e a funzionare bene è anche la raccolta differenziata.

I punteggi però non sono risultati facilmente comparabili. Oltre alla presenza di parametri nuovi, Ecosistema urbano nella sua ultima edizione ha introdotto punti bonus per le città capaci di distinguersi.

Città regina del green è Mantova, rispetto al 2015 che metteva Macerata al primo posto e la città virgiliana al terzo. Mantova conquistò il primo posto nel 2006, mantenendosi sempre alta in classifica. A permetterle di salire sul podio è soprattutto l’ottima gestione della raccolta differenziata, l’adattamento del territorio alla circolazione di biciclette e pedoni e la quantità di alberi, che ne fanno una tra le città più verdi.

In seconda posizione c’è la coppia Trento-Bolzano, cui segue Parma con un punteggio appena più
basso. Bocciato per il secondo anno consecutivo il quartetto siciliano Palermo, Catania, Agrigento e Siracusa, così come Frosinone e Caserta, che si piazzano tra il 95° e il 104° posto. In coda alla classifica, anche la Calabria con Vibo Valentia, la Toscana con Massa e il Lazio con Viterbo. Ma a “guadagnarsi” il triste ultimo posto, sono invece Enna e Brindisi.

Notevole salto di qualità per la città di Treviso, che passa dal 23° al nono posto in soli 12 mesi. Un duro ma prevedibile affronto invece per la Roma capitale che si piazza all’88° posto. Un passo avanti invece per le altre principali città italiane. Milano sale 42 gradini e si piazza 31°, al 22° posto Bologna con un +34, mentre il capoluogo fiorentino è 51° posizione.

Nonostante l’allerta smog che sta devastando la zona Nord, l’aria sembra sia migliore dello scorso anno. Non vale lo stesso per il consumo di acqua potabile. Uso spropositato di acqua potabile a Verona, Cosenza, Milano, Treviso, Pavia, Chieti, Monza, Sondrio, dove per scopi domestici si consumano oltre 200 litri d’acqua per abitante ogni giorno. Al contrario, i consumi più bassi sono attribuibili a Oristano, Agrigento, Sassari e Perugia, con una media di 100 litri/abitante/giorno. Si confermano peggiori in classifica per il settore idrico i comuni di Frosinone, Vibo Valentia,
Campobasso, Latina, Nuoro e Oristano e altri 11 comuni italiani, con sprechi dovuti a perdite d’acqua oltre il 50%.

Rifiuti gestiti meglio nei capoluoghi d’Italia, ma che aumentano a dismisura in quantità, con una
media di 536 kg di spazzatura rispetto ai 530 dello scorso anno.

L’inquinamento da trasporto pubblico risulta più alto nelle grandi città, dove però sembra migliorare. Le auto restano la principale fonte di smog in Italia con 64,4 unità ogni 100 abitanti, un tasso in aumento in tutte le città, a meno di Reggio Emilia e Crotone.

Novità nei parametri di riferimento di Legambiente è il verde urbano. Secondo una legge del 2013, i comuni con più di 15 mila abitanti devono piantare un nuovo albero ogni bambino nato o adottato, registrando il tutto in un apposito catasto per valutare poi l’impatto delle zone verdi. Un bilancio che però solo il 62% dei capoluoghi in Italia è stato in grado di fornire nel 2016. A vincere il premio di “città più verdi” sono Bologna, Mantova, Rimini, Arezzo, Modena, Brescia, con 30 alberi ogni 100 abitanti.

Insomma, i numeri lascerebbero sperare. Le nubi nere e gli incendi, un po’ meno.

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