EconomiaPolitica

Manovra, stanziati 10.5 miliardi di euro per il Green New Deal – tutte le misure

Condividi

Manovra. La manovra finanziaria, arriva finalmente alla prova dell’Aula di Palazzo Madama.

 

Dopo quattro settimane di riflessione della maggioranza in commissione Bilancio a Palazzo Madama, e una serie di vertici (compreso l’ultimo di 14 ore consecutive), i relatori hanno depositato oggi in Commissione Bilancio un secondo pacchetto di emendamenti.

“Noi siamo pronti” ha risposto Dario Stefano (Pd) relatore del provvedimento, ai cronisti che gli chiedevano se questa sera inizieranno le votazioni sulle proposte di modifica.

La discussione della Legge di Bilancio avrà tempi molto stretti.

Il testo, sarà votato dall’Assemblea del Senato venerdì mattina per poi passare all’esame della Camera, la quale non avrà possibilità di modifica.

Anzi, verrà posta la fiducia da parte del Governo.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha scritto al presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per esprimere ‘preoccupazione‘ sui tempi di esame della manovra che ritiene troppo stretti.

“Sulla manovra, il governo deve capire che va mandata alle Camere nei tempi previsti. Se andiamo troppo oltre il tempo diventa pochissimo e ci troviamo in questa situazione, che non e’ tollerabile“.

Così il presidente della Camera Roberto Fico incontrando la stampa parlamentare. “Con la Presidente Casellati vogliamo far rispettare le prerogative dei parlamentari – aggiunge- ci deve essere un cambio di passo, anche se il problema c’era anche in altre legislature”.

Da parte sua, la presidente Casellati ha chiesto che il governo “rispetti la centralità delle Camere”.

Agricoltura, in manovra 600 milioni di euro per il settore. Quali sono le novità

La manovra, da 32 miliardi, ha subito modifiche su una sua parte minima, riguardante risorse per poco più di un miliardo, ma l’impianto resta invariato.

Primo punto, che va a prendere quasi completamente le risorse messe a disposizione, è la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia: 23 miliardi per impedire l’aumento dell’Iva (anche se annunciano già che il problema si ripresenterà nel 2021 e nel 2022).

Tra le misure principali rivendicate dal governo c’è anche il taglio del cuneo fiscale (una riduzione delle tasse sul lavoro per il ceto medio) che partirà da luglio e per il quale sono previsti tre miliardi.

Altro elemento portante della legge di Bilancio, stando anche a quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è il superbonus befana.

Green New Deal, Gualtieri: “Uno degli assi della manovra”. Fondo di 50 mld

Questo superbonus riguarda i pagamenti effettuati con carte e bancomat durante il 2020: i consumatori si vedranno restituire, intorno alla data dell’Epifania del 2021, una parte di quanto speso sugli acquisti effettuati con moneta elettronica: il massimo ipotizzato è di 475 euro a testa.

Ma la battaglia politica delle ultime settimane, si è incentrata principalmente su tre misure: sugar tax, plastic tax e tassa sulle auto aziendali.

Misure contro le quali si era scagliata Italia Viva e sulle quali è stato poi trovato un accordo.

Sulle auto aziendali, Conte ha assicurato che ci sarà un azzeramento della stretta inizialmente prevista.

Niente aumento della tassa dunque, ma solo qualche modifica per incentivare l’acquisto di auto meno inquinanti (con un inasprimento della tassa su quelle più inquinanti).

Bentornato Spelacchio! Si accendono le luci dell’albero di Natale di Roma

La misura varrà solo per i contratti stipulati dal 30 giugno 2020.

Rinvio di tre mesi, invece, per plastic e sugar tax.

La tassa sugli imballaggi di plastica inizialmente prevista a partire da aprile, viene rinviata a luglio e viene dimezzato il prelievo che passa a 50 centesimi al chilo. Esclusa non solo la plastica compostabile e biodegradabile, ma anche quella riciclabile, così come i dispositivi medici.

Slitta di tre mesi anche l’entrata in vigore della sugar tax che da luglio partirà ad ottobre.

“Nella legge di bilancio che sta per essere approvata, le due azioni legislative denominate Sugar tax e plastic tax ne usciranno modificate rispetto alla loro stesura originaria” – scrivono in una nota i deputati del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati Massimiliano De Toma, Rachele Silvestri, Jessica Costanzo e Nunzio Angiola.

“In merito alla Sugar tax, molti paesi Europei come la Francia, il Regno Unito, il Belgio, etc, hanno da tempo adottato politiche di disincentivazione all’acquisto di prodotti eccessivamente dolci, fonte principale di patologie sanitarie quali l’obesità e il diabete che comportano significativi costi sociali e sanitari. L’Oms – si legge ancora – da tempo condivide l’idea di aumentare la tassazione sulle bevande zuccherate al fine di dissuaderne il consumo soprattutto tra le giovani fasce di età e, contemporaneamente, propone sussidi finalizzati all’abbattimento dei costi per l’acquisto di frutta e verdura. Rispetto all’introduzione della plastic tax invece, emerge un problema prevalentemente ambientale in cui l’uso indiscriminato di plastica, in particolare quella monouso, è la causa principale dell’inquinamento da microplastiche“.

“Sugar tax e plastic tax – proseguono i deputati penta stellati – se incardinate in una pianificazione strategica e operativa di ampio respiro, presentano enormi potenzialità, possono dare un forte impulso nella direzione della transizione verso sistemi economici sostenibili, dando prova di coraggio nel tagliare completamente i ponti con un antistorico immobilismo”.

Per il Green New Deal, nella manovra vengono stanziati 10,5 miliardi suddivisi tra due fondi di investimento assegnati a Stato ed enti locali in favore dello sviluppo sostenibile, delle infrastrutture sociali e degli incentivi alle fonti rinnovabili.

Nei prossimi 15 anni, i due fondi avranno una dotazione complessiva di oltre 50 miliardi.

Per alimentare questi fondi si attingerà sia alle risorse europee non spese della programmazione 2014-2020 che da quelle residue del fondo investimenti creato dalla Legge di Bilancio 2018 e rinnovato dalla Legge di Bilancio 2019.

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato anche l’intenzione di emettere green bonds, titoli di Stato specificamente destinati ad ambiente e sostenibilità.

“Già a partire dalla Legge di Bilancio abbiamo posto tra le nostre priorità quella di dare vita a un ‘Green New Deal‘ – afferma il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – sarebbe una definizione perfetta per uno slogan elettorale, ma noi non siamo per questa filosofia spicciola, per noi si tratta di una sfida complessa, di un impegno reale su cui stiamo lavorando con tutti i nostri campioni nazionali”.

Una manovra che non segna in pieno quella svolta green tanto annunciata, che manca di quel coraggio per essere d’esempio.

Ma se la manovra non è più “delle tasse” come spesso è stata appellata dalle altre forze politiche, è sicuramente la manovra “dei rinvii”.

Una manovra che non ascolta davvero l’appello dei ragazzi di Fridays for Future, che non mette del tutto in pratica le azioni che alle riunioni dei Capi di Stato (come Cop25 a Madrid dei giorni scorsi) definisce necessarie.

Una manovra che prende impegni che “sfiorano” quel cambio necessario per salvare il nostro pianeta e basare la nostra economia sul rispetto e la tutela ambientale.

(Visited 2 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago