Economia

MANOVRA, PRESSING PER LICENZIAMENTI PIU’ CARI

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Manovra, pressing per licenziamenti più cari. Licenziata dal Senato, la manovra finanziaria inizia il suo iter alla Camera.

Un iter che si prospetta non facile. Potrebbero arrivare infatti ritocchi importanti.

A fare pressing sono gli stessi componenti della stessa maggioranza e che potrebbero trovare il sostegno sia di Campo Progressista sia di Mdp.

La Commissione Lavoro di Palazzo Montecitorio, punta ad ampliare le indennità economiche a favore dei lavoratori in caso di licenziamento e ad estendere l’anticipo pensionistico a carico dello Stato per tutte le 15 categorie di lavori gravosi, già esclusi dall’aumento a 67 anni dell’età pensionabile fino al 2019.

Senza contare che resta da completare il lavoro di Palazzo Madama, che ha recepito solo in parte le novità del confronto tra governo e sindacati.

Manca ancora l’ampliamento della platea e la potenziale proroga dell’Ape social (legata però all’anticipo pensionistico a carico dello Stato esteso a tutte e 15 le categorie di lavori gravosi).

Proseguono intanto, i colloqui tra la Cgil e i gruppi parlamentari di Camera e Senato, richiesti dal segretario generale della Confederazione, Susanna Camusso, dopo l’esito del confronto con il Governo sul tema delle pensioni.

Oggi l’incontro con la Lega Nord.

“No all’ennesimo stratagemma sulle pensioni. No all’automatismo rispetto all’aspettativa di vita. No alla penalizzazione previdenziale di giovani e donne e No ai burocrati europei che considerano la legge Fornero un tabu’ intoccabile”.

Sono i quattro no che l’Ugl porta nelle piazze di tutta Italia per “manifestare tutto il dissenso nei confronti delle politiche previdenziali del governo Gentiloni (che continuano a penalizzare lavoratori e pensionati)”.

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