Il governo Meloni ha approvato la manovra finanziaria del 2023 quasi completamente approntata sugli aiuti conto il caro-bollette. Ma l’esecutivo ha deciso di ridurre il taglio delle accise su benzina e diesel. Il servizio video

Il governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato la manovra finanziaria da 35 miliardi di euro. Il capitolo dedicato all’energia è il più corposo, circa i due terzi dell’intera manovra, perché – ha spiegato la premier – aiutare famiglie e imprese è la priorità di questo esecutivo.

E insomma, quali sono le misure previste dalla finanziaria targata Meloni? In primis, la conferma del bonus sociale su gas e luce che dunque continuerà a sostenere i nuclei familiari che hanno un Isee inferiore ai 12 mila euro, soglia che sale 20 mila per le famiglie numerose.

Poi, l’aumento dal 25% al 35% della tassa sugli extraprofitti delle imprese che producono energia. Trova spazio anche la proposta del Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin di introdurre una sorta di price cap nazionale sui produttori di energia da rinnovabili che – spiega il ministro – “non hanno un onere eccessivo di costo per la produzione”. Il tetto viene fissato a 180 euro a Megawattora in attesa di una soluzione comune europea.

Finanziaria 2023, aumenta il costo di benzina e diesel

Ma a far andare su tutte le furie i consumatori è la riduzione del taglio delle accise su benzina e diesel. Lo sconto passerà dagli attuali 30,5 centesimi al litro a 18,3. Ciò provocherà un aumento dei costi dei carburanti alla pompa. 

“La riduzione del taglio delle accise – fa sapere Codaconsprovocherà una maggior spesa di 146 euro annui a famiglia, ipotizzando due pieni mensili di carburante. È una misura assurda che avrà effetti pesantissimi sulle tasche degli italiani”. 

Dello stesso avviso l’Unione nazionale consumatori che parla di “suicidio politico”.

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