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Maltempo, allerta rossa in Sicilia e Calabria. Automobilista muore annegato a Gravina

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La crisi climatica non arresta la sua corsa ed il maltempo che in queste ore si sta abbattendo sul Sud Italia, in particolare su Sicilia e Calabria, continua a metterci davanti l’estrema urgenza di intervenire al più presto per contrastare la crisi climatica.

La città di Catania è sommersa dall’acqua, le vie si sono trasformate in fiumi in piena, centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati e piazza Duomo è allagata.

In via Etnea si è addirittura cercato riparo ai primi piani dei palazzi.

 

Al momento non risultano feriti, ma la situazione è davvero grave – ha spiegato l’assessore alla protezione civile, Alessandro Porto – il prefetto ha convocato un tavolo di crisi. Molte persone hanno dovuto lasciare le loro case e i vigili del fuoco sono sovraccarichi di lavoro“.

A Gravina di Catania invece, un uomo di 53 anni è morto annegato travolto dall’acqua del nubifragio che si sta abbattendo sul capoluogo.

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Secondo le prime ricostruzioni, la vittima era a bordo di un’auto rimasta impantanata nella strada allagata.

Sott’acqua anche lo storico mercato della ‘Pescherìa e la fontana da dove emerge per un tratto il fiume sotterraneo Amenano.

Il pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Garibaldi e il palazzo che ospita la direzione personale del Comune in piazza Gandolfo, sono stati invasi da acqua e fango. L’immobile è stato evacuato.

L’acqua non ha risparmiato neanche il Tribunale: piove sia nella struttura principale di piazza Verga che in quella di via Crispi.

 

Pericolosa anche la tangenziale, sono stati registrati diversi allagamenti tra San Giovanni Galermo e Misterbianco.
Sommerso il villaggio Santa Maria Goretti, a ridosso dell’aeroporto Fontanarossa, dove continuano a registrarsi pesanti disagi sui voli in partenza e in arrivo.

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Situazione simile in gran parte della zona industriale e nei villaggi in direzione Siracusa, dove l’esondazione del fiume Simeto ha peggiorato la situazione costringendo alla chiusura della statale 114 e della 194.

 

Non sono ammessi più ritardi, l’Italia approvi subito un piano nazionale di adattamento al clima, come già hanno fatto gli altri paesi europei, e rafforzi il ruolo delle Autorità di distretto e il controllo sull’efficacia e la qualità dei progetti per una concreta opera di prevenzione del rischio idrogeologico e con risorse adeguate per la progettazione e realizzazione degli interventi, spendendo bene i soldi del Recovery Fund – avverte Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – a pochi giorni dal G20 di Roma e dalla COP26 di Glasgow, la Penisola dimostri con i fatti il suo impegno per contrastare la crisi climatica e accelerare la transizione energetica”.

 

Per Ciafani “servono scelte chiari e radicali dandosi delle priorità a partire dalle aree più a rischio. Ad oggi continuiamo a rincorrere le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione ed, inoltre, l’assenza di priorità e di una strategia di lungo corso riguarda anche il PNRR dove troviamo semplicemente un elenco di opere e di interventi. La crisi climatica va affrontata con consapevolezza, concretezza e condivisione”.

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