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Maltempo flagella Italia, rischio idrogeologico in 11 Regioni. Agricoltura in ginocchio

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Maltempo. Neve, mareggiate, acqua alta.

È la fotografia di un’Italia flagellata da un’ondata di maltempo che sta mettendo in ginocchio, da nord a sud, soprattutto le campagne dove continua a salire il conto dei danni provocati alla’agricoltura.

Diverse le richieste di avvio delle procedure per lo stato di calamità nelle zone più colpite.

La nuova perturbazione, anche con l’arrivo della neve sta rendendo difficili i collegamenti in montagna.

Animali isolati, foraggi per alimentazione del bestiame perduti, piante sradicate, serre divelte, semine in difficoltà, ortaggi distrutti e frutteti affogati, attrezzature e macchinari agricoli rovinati e con capannoni scoperchiati ma anche frane e smottamenti sulle strade rurali con difficoltà alla circolazione.

”Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono – precisa la Coldiretti – su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con più di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni (91,3%) secondo Ispra”.

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“Il settore agricolo – aggiunge la Coldiretti – è quello più impegnato a contrastare i cambiamenti climatici ma anche quello più colpito con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e alle infrastrutture nelle campagne”.

”Stiamo seguendo con preoccupazione le esigenze dei diversi territori e siamo pronti a collaborare con le Regioni maggiormente colpite per il censimento dei danni e per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica – annuncia la Ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova – servirà ad attivare gli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale, a partire dalla sospensione delle rate dei mutui e dei contributi previdenziali per le  imprese agricole”.

Rischio idrogeologico in 11 regioni.

Situazione preoccupante soprattutto in Alto Adige, dove 11mila famiglie sono senza corrente elettrica, una quarantina le strade chiuse, riaperta alle 11 – dopo la chiusura di ieri sera – la linea ferroviaria del Brennero. Danni a pesca ed agricoltura.

I danni del maltempo in Alto Adige si sono fatti sentire soprattutto nella zona di Brunico e della val Pusteria.

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Diversi problemi alla viabilità a causa della caduta di alberi carichi di neve.

Tim informa di “situazioni di criticità” sia alla rete fissa sia alla rete mobile dovute alla mancanza di alimentazione, in particolare in Val Pusteria, Valle Aurina e Val Badia, ma annuncia anche di aver attivato una task force per fronteggiare l’emergenza, cercando di risolvere le situazioni più critiche.

Sulle montagne sopra i duemila metri sono caduti tra 120 e 150 cm di neve.

Il pericolo valanghe in ampie zone della provincia è elevato (grado 4 di 5).

Allerta in tutto il Veneto, non solo a Venezia.

“Ricordiamoci – è l’appello del governatore, Luca Zaia – che c’è tutta una regione che è martoriata, è in ginocchio”.

Il riferimento, ha aggiunto, “è alle località del litorale veneziano, al Polesine, al Trevigiano. Pensate a Chioggia, Caorle e Jesolo. Ma anche alla montagna dove ci sono problemi di viabilità e di isolamento di alcuni centri”.

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È allerta soprattutto nel pordenonese per le intense precipitazioni.

Centocinquanta famiglie sono isolate a via Bandette, a Ventimiglia (Imperia), per la chiusura della strada a causa del rischio crollo della parete rocciosa.

Mentre in provincia di Cuneo sono ancora 4mila le utenze senza energia elettrica, dopo che ne sono state ri-alimentate 24mila.

Non è stato risparmiato neanche il Centro-sud.

A Roma sono stati circa un centinaio gli interventi dei Vigili del Fuoco per alberi e rami caduti, tegole pericolanti e infiltrazioni d’acqua.

Disagi ed allagamenti anche a Napoli, specie nel Rione Sanità, per le cattive condizioni del sistema di raccolta delle acque.

Nel Casertano, un cacciatore di 74 anni si e’ salvato dalle acque del fiume Volturno, straripate per le abbondanti
piogge, rifugiandosi con il suo cane sull’unico lembo di terra rimasto asciutto, fino a quando i carabinieri forestali non lo hanno riportato in una area sicura.

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“Il risanamento idrogeologico è la prima opera pubblica del nostro Paese, i fondi ci sono e vanno spesi” – è l’appello lanciato dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, alle Regioni, ricordando che “il maltempo che sta investendo l’Italia in queste settimane sta aggredendo un territorio molto fragile”.

“Occorrono progetti esecutivi per aprire i cantieri e mettere in sicurezza il Paese – aggiunge Costa -il Piano Stralcio ha già stanziato 315 milioni di euro nel 2019 per finanziare progetti esecutivi di tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e prevede 263 interventi in tutte le regioni”.

Si tratta di opere di estrema urgenza e indifferibilità, che hanno già ottenuto l’avallo dei commissari straordinari per il dissesto idrogeologico.

“Complessivamente – si legge in  una nota diffusa dal Ministro – il governo ha stanziato 11 miliardi di euro per il triennio 2019-2021, nell’ambito del Piano nazionale Proteggi Italia, per la messa in sicurezza dal rischio di dissesto idrogeologico, con i primi 3 miliardi di euro disponibili nell’ambito del Piano stralcio 2019 per opere immediatamente cantierabili“.

I problemi di dissesto, riguardano il 79% del territorio nazionale, ecco perché presso il ministero dell’Ambiente è stata istituita una task force, per collaborare costantemente con le Regioni e affinché i progetti presentati diventino cantierabili.

“Vogliamo cantieri diffusi, per interventi di ripristino ambientale – si legge ancora – in questo modo si crea occupazione e si lavora alla tutela del territorio. Non possiamo continuamente inseguire l’emergenza, dobbiamo prevenire e prenderci cura del nostro Paese. Ecco perché il ministero dell’Ambiente sarà sempre pronto a sostenere i progetti che le Regioni intendono presentare”.

Nel comunicato il ministro rilancia infine l’approvazione in via prioritaria della norma Cantiere Ambiente al fine di velocizzare la spesa e consentire la messa in sicurezza preventiva del territorio.

“Il disegno di legge Cantiere Ambiente, incardinato al Senato, deve avere un iter celere. La messa in sicurezza preventiva costituisce il migliore strumento per la salvaguardia delle vite umane e del territorio.

Allarmi e tragedie possono essere evitate, ottenendo in cambio anche un grande risparmio in termini di spesa pubblica”.

La nota di Costa ricorda lo schema di distribuzione dei fondi Regione per Regione con il Piano Stralcio 2019:

  • Abruzzo: 9,8 mln
  • Basilicata: 8,2 mln
  • Bolzano: 5,6 mln
  • Calabria: 11,9 mln
  • Campania: 16,3 mln
  • Emilia Romagna: 21,6 mln
  • Friuli V.G.: 7,6 mln
  • Lazio: 22,7 mln
  • Liguria: 10,1 mln
  • Lombardia: 29 mln
  • Marche: 9,4 mln
  • Molise: 4,4 mln
  • Piemonte: 34,8 mln
  • Puglia: 16,5 mln
  • Sardegna: 16,1 mln
  • Sicilia: 20,7 mln
  • Toscana: 28,3 mln
  • Umbria: 7,5 mln
  • Valle d’Aosta: 3,9 mln
  • Veneto: 29,9 mln

 

 

 

 

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