Maltempo, 10 milioni di danni alla produzione. Cresce del 7% il prezzo delle verdure al dettaglio

Maltempo. Cresce del 7%, rispetto allo scorso anno, il prezzo delle verdure al dettaglio mentre nei campi gli agricoltori fanno i conti con i danni provocati da pioggia, grandine, vento forte e allagamenti che hanno devastato le campagne e ridotto le disponibilità sui mercati con effetti sui raccolti, il lavoro, i consumi e l’inflazione.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sull’impatto della ‘pazza primavera’ diffusa in occasione della premiazione del primo concorso fotografico “Obiettivo Acqua“, promosso da Coldiretti, Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) e Fondazione Univerde.

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“Le campagne sono state colpite in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo e le piante che iniziano a fare i primi frutti. Si è verificata – spiega Coldiretti – una vera strage per verdure, cereali, girasole e frutta con danni a vigneti, agrumeti, oliveti e ciliegi, ma anche alle infrastrutture, dalle stalle scoperchiate alle strade rurali franate, senza dimenticare le serre distrutte”.

“Un problema che interessa anche gli ortaggi – continua la Coldiretti – a partire da insalate e radicchi. E gli effetti si faranno sentire al mercato soprattutto nelle prossime settimane quando si inizierà a raccogliere anche l’altra frutta estiva che in più zone del Paese è stata flagellata dalla grandine che è l’evento più temuto dagli agricoltori perché i chicchi spogliano le piante compromettendo i raccolti successivi. Il risultato – prosegue – è un calo atteso dell’offerta di prodotti con effetti sulla spesa che deve fare i conti con la variabilità delle quotazioni segnalata dagli ultimi dati dell’Istat con i fenomeni speculativi sui prezzi al consumo che rischiano di innescarsi per colpa delle distorsioni di filiera, a scapito dei consumatori e dei produttori”.

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Per l’associazione, “i cambiamenti climatici colpiscono le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli colturali che impattano sul calendario e sulle disponibilità con effetti concreti anche per i cittadini che devono affrontare le fluttuazioni anomale dell’offerta e dei listini dei prodotti che mettono nel carrello”.

L’ondata di maltempo fuori stagione ha fatto perdere alle aziende agricole un intero anno di lavoro, con un danno alle produzioni stimato in oltre dieci milioni di euro.

In molte regioni infatti, sono state avviate le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità.

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Ma il conto dei danni potrebbe aumentare nelle aree minacciate dalla nuova perturbazione dove si stanno stendendo le reti antigrandine a protezione delle colture e si anticipa, dove possibile, la raccolta di frutta e verdura per metterle al sicuro dalle intemperie.

A rischio c’è soprattutto l’Emilia Romagna a causa dell’esondazione dei fiumi.

Nel Bolognese sono a serio rischio pescheti e vigneti mentre nel Cesenate sono ingentissimi i danni conseguenti all’esondazione del Savio. Fragole, ciliegi e albicocchi precoci sono sotto un metro d’acqua.

In provincia di Modena la grandine ha colpito vigneti e pere.

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Grandine con chicchi grandi come pietre anche in Puglia, soprattutto nelle province di Taranto, Bari e Lecce dove sono stati colpiti vigneti, frutteti e campi di grano, compromettendo soprattutto la raccolta delle ciliegie, con la perdita fino al 60% della varietà Bigarreau e Giorgia.

A soffrire è anche la Lombardia, dove sale la conta dei danni a partire dalle campagne bresciane dove si segnalano campi allagati, alberi sradicati da terra, terreni per l’alimentazione degli animali compromessi, stalle scoperchiate e vigneti ricoperti da una coltre bianca con i filari di vigna colpiti dai chicchi di ghiaccio.

Nel Milanese, la grandine ha tritato campi di orzo, frumento, mais e ortaggi in pieno campo, mentre il vento ha abbattuto numerosi alberi.

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Guai anche nel Bergamasco e in provincia di Cremona, dove la grandine e il forte vento hanno colpito mais, frumento, orzo e piante da vivaio, oltre a scoperchiare tetti delle stalle.

In Piemonte i chicchi di ghiaccio del diametro di tre centimetri hanno colpito il Torinese e l’Astigiano distruggendo le coltivazioni di orzo e grano e danneggiando i vigneti.

Gravi i danni nel Lazio dove la grandine ha colpito soprattutto, secondo Coldiretti, nella zona di Latina devastando coltivazioni, piante e strutture.

Nell’agro pontino la grandine è caduta abbondante soprattutto nelle campagne tra Aprilia, Cisterna e zone limitrofe, distruggendo vigneti, coltivazioni e piantagioni, in particolare di kiwi e cocomeri. Danni anche alle strutture come serre e tunnel.

In Abruzzo si segnalano allagamenti di campi di ortaggi a causa dell’esondazione del fiume Nora nel Pescarese, mentre in Basilicata una violenta grandinata si e’ abbattuta sul Metapontino interessando una fascia che attraversa l’intera piana e le aree più interne, dove potrebbe essere stata compromessa la produzione di ciliegie.

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