Salute

Malnutrizione, un manifesto per garantire il diritto alla nutrizione medica

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Malnutrizione, Un documento, articolato in 7 punti, per chiedere di garantire a tutti i pazienti, soprattutto a quelli oncologici, il diritto alla nutrizione medica, superando le disuguaglianze territoriali.

 

Il manifesto “Nutrizione medica: più forza alla cura”, presentato oggi a Roma da Nutrizione Medica – Unione Italiana Food, rappresenta l’impegno formale delle Aziende di settore a dimostrare l’efficacia terapeutica e la sostenibilità economica degli alimenti a Fini Medici Speciali, sia per i pazienti che per il Sistema Sanitario.

In Italia, fino al 50% dei pazienti in ospedale è a rischio malnutrizione. Il mancato trattamento di questa condizione incide pesantemente sia sugli effetti delle cure che sui costi del Servizio Sanitario Nazionale.

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“Su 180mila decessi per tumore ogni anno nel nostro Paese, 35mila avvengono a causa della malnutrizione. È indispensabile dunque garantire un adeguato percorso nutrizionale del paziente oncologico in tutte le regioni e in tutte le strutture sanitarie, anche periferiche – ha dichiarato Pierpaolo Sileri, Viceministro della Salute. – Al fine di assicurare interventi nutrizionali adeguati, tempestivi, efficaci e sicuri sull’intero territorio nazionale il ministero della Salute dallo scorso marzo ha iniziato un’attività di monitoraggio sull’attuazione delle linee d’indirizzo nazionali approvate in sede di Conferenza Stato-Regioni nel dicembre 2017. Per adesso ci sono arrivati i dati solo di alcune regioni, che stanno mettendo in piedi dei team multisciplinari dedicati. Se ovunque si intervenisse sulla malnutrizione ospedaliera lo Stato potrebbe salvare delle vite umane e risparmiare almeno 2 miliardi di euro l’anno.”

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“Il momento di riflessione favorito da Nutrizione Medica – Unione Italiana Food ci permette di ricordare alle istituzioni che il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali. Il 43% è a rischio di malnutrizione. La malnutrizione è presente nel 39% circa dei pazienti in trattamento attivo (chemio e radio)e che 1 paziente oncologico su 5 muore di cachessia neoplastica prima che per la malattia–sottolinea il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo. –  I pazienti oncologici malnutriti tollerano meno bene le terapie, la cui tossicità aumenta in corso di malnutrizione e, in media, ricorrono maggiormente a ricoveri ospedalieri ripetuti. Dati recentemente presentati alla 12th International Conference on Cachexia, Sarcopenia and Muscle Wastingindicano che una elevata percentuale (> 70%) di pazienti con tumori del tratto gastroenterico o del polmone presentano riduzione dell’appetito sin dal momento della diagnosi e prima di ogni terapia, con una significativa riduzione della assunzione di cibo, che risulta ben al di sotto delle raccomandazioni internazionali. In questo quadro, la supplementazione calorico-proteica con i supplementi nutrizionali orali ha evidenziato, in pazienti con diversi tipi di tumore e trattati in diversi stadi di malattia, un miglioramento non solo del peso corporeo e dell’assunzione globale di proteine e calorie, ma anche dello stato clinico del paziente, della sua qualità di vita e della sua tolleranza all’esecuzione di cicli multipli di chemio e/o radioterapia.”2345

Il rischio di malnutrizione in Europa riguarda circa 33 milioni di persone affette da diverse patologie, generando una spesa sanitaria enorme, stimata in 170 miliardi di euro6.

Sono particolarmente a rischio i pazienti oncologici che presentano prevalenze di malnutrizione più alte rispetto ad altre patologie.

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Si stima che il 20% dei pazienti oncologici muoia per le conseguenze della malnutrizione, prima ancora che per la progressione del tumore.

Inoltre, esso genera anche un impatto negativo sui costi per il SSN, i pazienti malnutriti rispondono meno alle terapie, in particolare a quelle oncologiche e, in media, ricorrono maggiormente a ricoveri ospedalieri ripetuti e/o con un significativo prolungamento della degenza ospedaliera.

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Quali sono i 7 punti del Manifesto:

  1. L’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza  (Lea) delle terapie nutrizionali (compresi i supplementi nutrizionali orali, Ons), con il fine di garantire a tutti i pazienti, affetti da diverse patologie, equità di accesso alle cure;
  2. L’introduzione di screening nutrizionali nei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali (Pdta) di tutti i pazienti;
  3. La costruzione in tutte le Regioni di reti di Nutrizione Clinica, sull’esempio positivo di alcune Regioni, per garantire a tutti i pazienti una corretta diagnosi dello stato nutrizionale e un’appropriata presa in carico da parte di personale formato alla gestione del percorso nutrizionale in tutte le fasi della terapia;
  4. L’applicazione in tutte le Regioni delle linee di indirizzo in tema di percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici, già approvate dalla Conferenza Stato-Regioni;
  5. Il riconoscimento della nutrizione clinica come una vera e propria terapia e prevedere una adeguata formazione anche per i clinici non specializzati in nutrizione, per aumentare la consapevolezza del ruolo che una terapia nutrizionale può rivestire nella gestione globale del paziente;
  6. La reintroduzione della detraibilità fiscale per gli alimenti a fini medici speciali (Afms) già prevista nella Legge di Bilancio 2018 per gli anni 2017 e 2018;
  7. L’organizzazione di campagne informative e educazionali rivolte a cittadini e operatori sanitari sulla rilevanza della malnutrizione, una malattia nella malattia in grado di compromettere gravemente lo stato di salute.
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