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Made in Italy, l’Ue riconosce l’Amatriciana una specialità da tutelare

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Made in Italy. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 13 marzo, l’Europa riconosce l’Amatriciana ‘Specialità tradizionale garantita (Stg) contro imitazioni e falsi in tutto il mondo.

L’iscrizione nel Registro europeo delle Denominazioni d’origine e Indicazioni geografiche (Dop e Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg) della celebre ricetta è un grande riconoscimento per il nostro Paese in questo particolare momento.

Il riconoscimento europeo per la Salsa Amatriciana tradizionale, fatta “secondo il metodo di produzione e la ricetta secolare del comprensorio di Amatrice” ha avuto un consenso unanime e nei tre mesi a disposizione per eventuali osservazioni nessuno ha sollevato obiezioni.

Un riconoscimento importante, soprattutto da quando 4 anni fa l’Amatriciana è divenuta simbolo di uno dei momenti più tragici della storia Italiana: il terremoto del 24 agosto 2016 che ha colpito il Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) e dove persero la vita 299 vittime, ci furono numerosi feriti e gravi danni sul territorio.

Made in Italy, Coldiretti: “il cibo è la prima ricchezza del Paese”

“Il carattere tradizionale del piatto – sottolinea la Coldiretti – è legato agli ingredienti e al metodo specifico di preparazione utilizzato tradizionalmente nel comprensorio dei Monti della Laga da dove trae origine. Da qui l’importanza di garantire l’utilizzo di ingredienti 100% Made in Italy, dal grano per la pasta al pomodoro, dal pecorino al guanciale.

L’Europa, riconosce così che la popolazione di Amatrice ha dato vita ad uno dei piatti piu’ conosciuti della tradizione italiana rielaborando un’antica preparazione pastorale, con l’introduzione del pomodoro intervenuta all’inizio del 1800.

L’amatriciana, infatti, era il pasto principale dei numerosi pastori che vivevano sulle montagne di Amatrice; portavano nei loro zaini pezzi di pecorino, sacchette di pepe nero, pasta essiccata, guanciale e strutto per preparare la cosiddetta gricia che, con l’aggiunta del pomodoro, è diventata l’Amatriciana.

Made in Italy, on line Report ICQRF: oltre 55 mila controlli effettuati

“La promozione della ricetta, ricorda la Coldiretti, e’ il riconoscimento alla storia e alla tradizione di un territorio devastato dal terremoto dal quale le aziende agricole stanno tentando di risollevarsi anche grazie alla produzione degli ingredienti base del celebre sugo. Con questo riconoscimento l’Italia consolida il primato europeo nelle produzioni di qualità con 301 denominazioni Dop/Igp e Stg, 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60 mila aziende agricole”.

Un riconoscimento importante che ancora di più ci deve spingere a dire di no a quei trattati (vedi TTIP) che mettono a rischio il nostro Made in Italy e la nostra sicurezza alimentare.

L’accordo transatlantico tra Ue e Stati Uniti significherebbe un abbassamento delle tutele per i consumatori e il via libero a prodotti alimentari con pesticidi, ogm e il glifosato.

Il TTIP è vivo e vegeto e l’Ue lo vuole rilanciare, Mobilitiamoci!

Esempio pratico sono le richieste degli Stati Uniti:

  • Un indebolimento delle norme sanitarie e fitosanitarie, così come dei limiti massimi consentiti di residui di pesticidi e altre sostanze chimiche nel cibo;
  • il cambio della legislazione europea sugli OGM per consentire il commercio di alimenti geneticamente manipolati, soprattutto se prodotti con le nuove tecniche di creazione varietale (in particolare quella denominata CRISPR).
  • Principio di precauzione– Per autorizzare un prodotto, in Europa è richiesta un’evidente assenza di rischio, mentre negli Usa è sufficiente l’assenza dell’evidenza di un rischio. Da noi, l’identificazione di incertezze scientifiche serie giustifica l’adozione di misure basate sul principio di precauzione, che consente di scegliere l’opzione più protettiva per il consumatore. Negli Usa, il prodotto viene autorizzato, salvo poi adottare misure restrittive, se si evidenziano rischi.
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