Dopo gli orsi, il Trentino al centro delle polemiche per la gestione dei lupi. L’Oipa si oppone ai progetti di Fugatti.

Non bastavano gli orsi. Il Trentino finisce al centro delle polemiche anche per la gestione dei lupi, dopo un tragico episodio avvenuto a Folgaria, ad oltre 1.400 metri di quota. Un branco di lupi (sei o sette esemplari) ha ucciso il cane di un cacciatore, lasciato libero nel territorio degli animali selvatici. Il presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti, non ha escluso di voler ricorrere agli abbattimenti, ma ha scatenato la pronta reazione dell’Oipa.

Stiamo valutando in sede legale se Fugatti può farlo, con o senza autorizzazione del Ministero. Ci troviamo a dover ribadire quanto affermato anche in occasione delle aggressioni degli orsi: l’uomo deve rispettare l’habitat degli animali selvatici e quando si trova nella ‘casa’ dei grandi carnivori deve essere più che prudente” – ha spiegato Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa – “Ancora una volta, invece di investire sulla prevenzione, sull’informazione, sull’educazione, la Provincia di Trento si distingue per proporre ‘soluzioni a mano armata’“.

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Intanto, Fugatti ha annunciato di aver convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Anche in questo caso, la decisione del presidente della Provincia Autonoma ha trovato l’opposizione dell’Oipa. “Cosa può decidere quel Comitato su una specie protetta da norme nazionali e internazionali e senza il parare degli organi preposti al controllo, come il MiTe e l’Ispra?” – commenta Massimo Comparotto – “Le rare aggressioni sono imputabili a disattenzione o imprudenza da parte dell’uomo, speriamo che non si voglia affrontare, per l’ennesima volta, la questione con metodi da Far West“.

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