Roberto Cingolani apre all’abbattimento dei lupi. Il ministro della Transizione ecologica, rispondendo al question time alla Camera, ha scatenato l’ira delle principali associazioni animaliste italiane.

Roberto Cingolani ha aperto all’abbattimento dei lupi, scatenando l’ira e la condanna delle principali associazioni animaliste italiane. Il ministro della Transizione ecologica, rispondendo al question time alla Camera lo scorso 1º dicembre, aveva parlato dei danni agli allevamenti da parte dei lupi: “Auspico un accordo tra tutte le Regioni che permetta sia di conservare la specie, sia di prevedere deroghe al divieto di rimozione nei limiti consentiti dalla normativa vigente“. E ancora: “Il Ministero ha promosso il ‘Piano nazionale di conservazione e gestione del lupo in Italia’, basato sulle migliori conoscenze scientifiche, in quanto redatto da oltre settanta esperti e condiviso con Ispra“. Quel testo, però, non era stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni a causa della spaccatura tra le Regioni favorevoli all’abbattimento e tra quelle contrarie.

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Il ministro aveva poi parlato dei dati Ispra aggiornati all’ultimo anno sui danni causati dei lupi e che permetterà di avere un quadro esauriente nei primi mesi del 2022. “Tale indagine permetterà di analizzare il fenomeno su scala nazionale e sarà di supporto nell’individuare le aree più critiche in termini di problematiche sollevate dal lupo, nonché la disponibilità a valutare con le Regioni il sostegno a specifiche iniziative di conservazione e gestione della specie” – le parole di Roberto Cingolani – “Potranno essere valutate azioni e interventi differenziati su base regionale e subregionale, e ciò potrà prevedere anche deroghe per la cattura e abbattimento delle specie protette, un modello interessante è quello della provincia di Trento“.

 

Le parole di Cingolani hanno scatenato le proteste e la rabbia delle principali associazioni animaliste italiane. “Il Piano Lupo citato dal ministro conteneva un’ottima strategia di prevenzione ma non teneva conto delle azioni di cacciatori e allevatori estremisti e non virtuosi. Anziché preoccuparsi di accontentare alcune Regioni, il MiTe dovrebbe occuparsi di tutelare una specie sempre più minacciata dal bracconaggio, dall’antropizzazione, dal fenomeno del randagismo e del rischio di ibridazione della specie“, ha spiegato l’Ente Nazionale Protezione Animali. La stessa Enpa ha poi aggiunto: “Il disturbo venatorio, la cementificazione e le uccisioni causano la disgregazione dei branchi e aumentano gli episodi di predazione del bestiame e l’avvicinamento dei lupi a territori antropizzati, anche attratti dai rifiuti“.

 

Sul piede di guerra anche la Lega Antivivisezione, che ricorda come “tutti i predecessori di Cingolani hanno sempre intuito che uccidere i lupi non ha alcun senso dal punto di vista della prevenzione dei danni, chiediamo quindi al Ministro Cingolani di cancellare ogni ipotesi di aprire una nuova ‘caccia ai lupi’“. Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici LAV, ha dichiarato: “Il ministro ha aperto a catture e uccisioni di lupi, elogiando anche il piano di gestione della Provincia di Trento, che ha ampiamente dimostrato la sua totale inadeguatezza nel favorire la convivenza con gli orsi e che ora viene presa a esempio. Molti progetti europei sono stati finanziati in Italia proprio per individuare i migliori sistemi di prevenzione per favorire la convivenza con i lupi, il ministro non può gettare nel cestino questo patrimonio costruito negli anni e che ha dimostrato tutta la necessaria efficacia nel ridurre i danni da predazione“.

Durissima anche l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa): “Cingolani, invece di prefigurare deroghe per la cattura e l’abbattimento delle specie protette, come il lupo, dovrebbe pensare e agire per la tutela della biodiversità“. Il presidente, Massimo Comparotto, ha poi aggiunto: “Comprendiamo che Cingolani debba rispondere alle richieste di chi rappresenta agricoltori e allevatori, ma non comprendiamo come mai parli di possibili abbattimenti invece di promuovere e sostenere azioni di prevenzione. Le misure servono proprio ad evitare la predazione, ma questi metodi non vengono applicati da chi poi chiede i risarcimenti pubblici. Gli abbattimenti selettivi e la caccia rafforzano le specie invece di contenerle, all’estero molti turisti sono attratti proprio dalla ricchezza di una biodiversità tutelata e valorizzata. Auspichiamo che l’Italia non venga vista invece come la terra dove si uccidono anche le specie protette“.

 

Anche Europa Verde ha condannato l’ipotesi di Cingolani: “Inammissibile e ingiustificabile, è l’ennesima boutade che lascia senza parole e conferma la totale mancanza di visione di un ministro che si trova a svolgere un ruolo fondamentale in un momento storico delicatissimo, non avendone le competenze“. I co-portavoce nazionali, Eleonora Evi e Angelo Bonelli, hanno spiegato: “Il lupo è una specie che solo grazie all’applicazione di rigide norme di tutela si è salvata dal concreto rischio di estinzione. Inconcepibile che Cingolani, invece di focalizzare l’attenzione su misure di prevenzione, parli di abbattimenti, vanificando 50 anni di azioni di tutela di una specie che svolge una funzione ecologica fondamentale. Queste esternazioni, inoltre, diffondono un panico ingiustificato tra la popolazione, sdoganando l’idea che l’abbattimento di una specie protetta sia legittimo. L’inadeguatezza di Cingolani trova ogni giorno ulteriori e sconfortanti testimonianze“.

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