Il Punto di PeppeTV

Lorenzo Fioramonti, “Un’economia per stare bene”. Intervista esclusiva per TeleAmbiente

Condividi

L’ex Ministro dell’ Istruzione Lorenzo Fioramonti presenta il suo nuovo libro, “Un’economia per stare bene”. “È il momento di ridisegnare l’economia, non come sfruttatrice dell’ambiente ma come sistema che valorizzi la coesione con la natura e la gestione virtuosa delle risorse del nostro Pianeta. Il tutto partendo dalla base dell’educazione, ovvero la scuola.”.


Ho scritto questo breve saggio durante il lockdown causato dalla pandemia di coronavirus – racconta Fioramonti – e quindi l’idea era quella di raccontare un’economia che una volta tanto possa farci vivere bene, un’economia che sia un miglioramento della qualità della vita ma anche delle condizioni di salute e di quelle ambientali”. Questo è focus del nuovo libro di Lorenzo Fioramonti, “Un’economia per stare bene”.

Fioramonti, nasce il progetto Eco: “Rappresenterà i valori ambientali ecologisti moderni”

“Noi ci siamo abituati ad un’idea, secondo cui l’economia serve per generare dei profitti, ma in realtà di questi profitti generano tantissime perdite: distruggono l’ambiente, distruggono la salute e molto spesso hanno un’incidenza molto negativa sulla nostra qualità della vita.”

“Ecco questo è un errore gigantesco: noi non possiamo continuare ad avere un’economia che sia una costante perdita di qualità della vita, deve essere un’economia riportata sui binari giusti e i binari giusti sono quelli che rendono la nostra attività economica non solo compatibile con l’ambiente, ma anzi sia in grado di rigenerare l’ambiente, di migliorare le condizioni dell’ambiente e non solo compatibile con la salute, ma che sei in grado di migliorare la salute di tutti noi.”

“Abbiamo subito l’esperienza tragica del coronavirus, della pandemia di COVID-19. Trasformiamo questo momento di grande verità, di grande presa di coscienza della fragilità di questo sistema economico,di produzione che ha generato tutti questi effetti per ripensarlo e reimpostarlo.”

Cominciamo in Italia con un’economia che prenda sul serio la salute delle persone e che rafforzi gli investimenti pubblici in sanità e nella scuola, che sono fondamentali, e che si preoccupi di migliorare le condizioni ambientali. Perché senza un ambiente salubre,noi moriamo non riusciamo a vivere una vita una vita dignitosa, quindi non vale la pena avere un modello di sviluppo che poi ti fa mancare sotto i piedi quello che in realtà ti rende rende la vita degna di essere vissuta.

“Il problema è – continua Fioramonti – che a livello globale, siamo molto ma molto indietro,anche perché sappiamo che cosa sta causando i cambiamenti climatici. Ormai dal 1975 abbiamo tutte le informazioni su come il nostro sistema di produzione industriale stia causando un cambiamento del clima e dell’ambiente senza precedenti, per questo chiamiamo questa  fase dell’evoluzione umana l’antropocene, ovvero un’ epoca in cui  gli esseri umani sono diventati la principale minaccia per l’equilibrio e la stabilità del pianeta.”

Il mondo del PIL, Fioramonti: l’economia è inefficiente, cambiamola

“Noi lo sappiamo da tanto tempo ma non abbiamo fatto nulla sempre per la solita logica, secondo cui si continua a rimandare il problema, ma a forza di rimandare ora siamo in una situazione dove rischiamo di far crollare completamente qualunque cosa abbiamo costruito.”

“Come il coronavirus: non ci preoccupiamo della salute, poi ci ammaliamo tutti e l’economia crolla, quando non ci preoccupiamo dell’ambiente succede esattamente lo stesso.”

“Fortunatamente a livello globale, si sono svegliati tanti, c’è questa ragazza Greta Thunberg che ha mobilitato milioni e milioni di studenti, perchè i giovani sono coloro che in questo momento si rendono conto meglio degli adulti dei rischi che corriamo, anche forse perché loro non solo vivranno in quel mondo disastrato ma  non conosceranno  un mondo diverso, non l’avranno mai conosciuto e dovranno davvero cominciare a ricostruire qualcosa dalle ceneri di errori di tante generazioni che si sono susseguite.”

Fioramonti, il ministro si racconta a Reuters: “Obbligatorio studiare il cambiamento climatico”

“Fatemi dire una cosa però, Il fatto che il mondo sia in ritardo, il fatto che sistema globale sia in ritardo non deve diventare una scusa per cui i paesi individualmente non fanno nulla. Nell’attesa che sia il Globo a svegliarsi tanti governi fanno gli ipocriti e invece è giusto che a livello nazionale alcuni paesi diano l’esempio.”

“Io prima di diventare ministro sono stato consulente per vari governi europei e non europei, dalla Scozia alla Nuova Zelanda, dal Galles all’Islanda. In questi paesi siamo riusciti a far introdurre delle riforme radicali che mettono al centro la salute delle persone e dell’ambiente e che trasformano il nostro approccio alla politica economica e di sviluppo. Queste riforme ci dicono che il nostro sistema di bilancio e la politica economica schiava del PIL sono ormai degli strumenti anacronistici e vanno cambiati radicalmente.”

“Io vorrei che l’Italia si riuscisse a fare lo stesso, cioè che noi diventassimo degli esempi che altri paesi possano guardare e dire: anche noi vogliamo essere come l’Italia.”

 

(Visited 53 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago