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Loredana De Petris a TeleAmbiente: “Obiettivo ddl costituzionale entro fine legislatura. Il G7 doveva fare di più”

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Prosegue il disegno di legge per l’inserimento della tutela dell’ambiente e degli animali in Costituzione. Intanto, però, il G7 ha affrontato troppo timidamente la questione climatica. Ne abbiamo parlato con l’onorevole Loredana De Petris, senatrice della Repubblica.

Il Senato ha approvato l’inserimento della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nella Costituzione. Cosa prevede il disegno di legge costituzionale?

Intanto si tratta di un fatto importante, quasi storico. La tutela dell’ambiente è già in Costituzione con la riforma del titolo V, ma solo per la parte che riguardava la competenza tra Regioni e Stato. Con il ddl costituzionale, finalmente la tutela dell’ambiente si aggiunge a quella del paesaggio, nell’articolo 9. I Padri e le Madri costituenti avevano previsto che la giurisprudenza costituzionale interpretasse in modo estensivo anche la tutela dell’ambiente. L’estensione diventa più ampia con la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, anche nell’interesse delle future generazioni: abbiamo il dovere morale di proteggere e conservare un bene comune come l’ambiente per chi verrà dopo di noi. C’è poi un ulteriore passo in avanti sulla tutela degli animali: ci richiama ad un dovere verso il Creato e dice che la legge dello Stato disciplinerà i modi e le forme. Arriviamo tardi rispetto alle Costituzioni di altri Paesi, la Germania lo fece già nel 1994 e la Francia nel 2005. La tutela degli animali come esseri senzienti, inoltre, compare già nel Trattato di Lisbona e quindi nella Costituzione Europea. Un altro aspetto importante è ciò che riguarda l’articolo 41 della Costituzione Italiana: le attività economiche hanno un limite nella responsabilità sociale dell’impresa, che non può ledere l’ambiente e salute“.

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Quali sono i prossimi step, ora che l’approvazione passa di nuovo alla Camera?

Speriamo che il testo possa essere approvato senza modifiche anche alla Camera. Le modifiche costituzionali prevedono quattro passaggi e pause di riflessione tra un passaggio e l’altro, ma speriamo di approvarlo entro la fine della legislatura“.

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Senatrice, il G7 ha affrontato il tema della crisi climatica: ritiene che sia stata una importante assunzione di responsabilità o forse si tratta di un’occasione persa?

Purtroppo è stata un’occasione persa, nel G7 sono stati solo ribaditi gli impegni dell’Accordo di Parigi e l’obiettivo emissioni zero entro il 2050. Tutti hanno espresso le loro preoccupazioni, ma non sono stati proposti strumenti nuovi per accelerare i tempi. Alla neutralità climatica non si arriva con le sole dichiarazioni, servono leggi e misure concrete. Con questi ritmi, non arriveremo né alle emissioni zero entro il 2050 né ai traguardi intermedi del 2030. Spero che l’incontro tra Biden e la Commissione europea possa essere più proficuo, con l’assunzione di impegni più ambiziosi. Dobbiamo assolutamente contenere il rialzo delle temperature sotto gli 1,5°C“.

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