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LONDRA, LA FOTO DELLA ISLAMICA INDIFFERENTE È UN FAKE. ACCUSE ALLA RUSSIA

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Roma. Una donna islamica al telefono cammina con indifferenza sul ponte di Westminister, accanto alle vittime dell’attentato del 22 marzo. È la scena di una foto virale, assunta ben presto a simbolo dell’indifferenza islamica agli orrori del terrorismo. Una fotonotizia ben confezionata a cui fortunatamente qualcuno non ha voluto credere. E che ha scatenato una turbolenza politica e diplomatica.

Un’inchiesta di Wired della scorsa settimana ha rivelato un gruppo di account twitter molto diffusi sul social e controllati all’87% da operatori russi. E tra questi, proprio l’account @Southlonestar da cui è partita la notizia fake. Un tool associato a Loan Star in Texas, che tra le attività sui social ha numerosi tweet a favore della Brexit nei giorni delle elezioni e a sostegno di Trump nella corsa alla presidenza, insieme a contenuti su xenofobia, anti-immigrazione e contro la corruzione delle classi dirigenti.

E ieri è arrivata la denuncia della premier Theresa May, che ha attaccato la Russia e quindi Putin per la guerra informatica contro le democrazie occidentali. La May ha denunciato gli operatori russi di “militarizzare l’informazione”, diffondendo “fake news per seminare discordia in Occidente” e indebolire le istituzioni. “Il Regno Unito farà quanto necessario per tutelarsi e lavorare con gli alleati per fare altrettanto”, ha aggiunto il primo ministro britannico.

Jamie Lorriman, autore della foto tanto discussa, ha preso le difese della donna velata che nei giorni scorsi ha dovuto rispondere alle accuse di xenofobia. La giovane in foto era “traumatizzata e sconvolta”, ha dichiarato Lorriman.

La scoperta sull’account russo ribalta l’idea che aveva preso piede sul web. 2700 tools operanti da Russia e USA, alcuni attivi anche sui social network in Italia ai tempi del referendum del 2016, così come in Francia, con la vittoria di Macron alle elezioni presidenziali nonostante le azioni russe a favore di Le Pen. Veri e propri addetti della rete, intenzionati a manipolare l’opinione comune lanciando sul web notizie false ma talmente ben confezionate da apparire verosimili.

Il capo della Commissione sul digitale della House of Commons Damian Colins ha chiesto informazioni certe a Twitter, Google e Facebook. E proprio quest’ultimo parrebbe aver aperto le porte a prime ammissioni “di un’interferenza russa nella Brexit”.

Insomma, un copione che si ripete e su cui l’Italia appare ancora immobile. In attesa che una fake news ci coinvolga.

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