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In Liguria la prima Smart Bay italiana per il monitoraggio del clima

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Nasce in Liguria la prima Smart Bay d’Italia per il monitoraggio del clima. Un’iniziativa promossa da ENEA e che vede la collaborazione di diversi enti e associazioni. Intervista alla ricercatrice del laboratorio ENEA di Biodiversità e servizi ecosistemici, Chiara Lombardi.

La spiaggia diventa un laboratorio hi-tech per lo studio di organismi acquatici solo apparentemente di poca importanza ma fondamentali per studiare il cambiamento climatico. Nella baia di Santa Teresa (La Spezia) parte ufficialmente la prima Smart Bay d’Italia, un progetto pilota che prevede una piattaforma collaborativa. L’iniziativa è promossa dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ma coinvolge anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Comune di Lerici, la Scuola di Mare Santa Teresa e la Cooperativa Mitilicoltori Associati.

L’obiettivo primario della Smart Bay di Santa Teresa è quello di coordinare la gestione delle infrastrutture di ricerca marina e atmosferica, oltre a sperimentare tecnologie avanzate a supporto di settori sostenibili e ad alto potenziale di crescita e occupazione. Tra i vari settori, troviamo l’acquacoltura, il turismo, le biotecnologie marine e l’energia dal mare. Il monitoraggio, settimanale e mensile, promosso dalla Smart Bay, permetterà di rilevare, attraverso droni terresti e marini, la distribuzione e l’estensione di alcune specie come alghe, briozoi, molluschi e coralli.

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Un altro obiettivo è la rilevazione di parametri come pH, pCO2, calcite, aragonite e nutrienti. La stazione meteo di ENEA rileverà invece la temperatura, la salinità e l’ossigeno. Tutti i dati saranno poi raccolti e analizzati anche con un approccio economico, sociale ed ecologico. Roberto Morabito, direttore del Dipartimento ENEA di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali, ha spiegato: “Vogliamo dare un impulso alla ricerca scientifica italiana nel campo delle scienze marine, anche per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica. L’obiettivo finale è quello di creare un modello di sostenibilità e cooperazione da replicare anche in altre aree“.

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Smart Bay come piattaforma di collaborazione tra enti di ricerca e realtà locali come associazioni di categoria ed amministrazioni, vogliamo mettere la tecnologia al servizio di modelli di sviluppo sostenibile” – spiega a Teleambiente Chiara Lombardi, ricercatrice del laboratorio ENEA di Biodiversità e servizi ecosistemici presso il Centro ricerche di Santa Teresa – “Il primo progetto ha come finalità il potenziamento dell’osservatorio (abbiamo installato sonde in mare per monitorare tutti i parametri delle acque e accertare variazioni come i venti anomali o le onde di calore che si verificano ampiamente nel Mediterraneo) e in questi giorni partiremo con il lavoro sugli ecosistemi”.

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La dottoressa Lombardi poi aggiunge: “Il nostro lavoro si concentrerà soprattutto sugli ecosistemi calcificanti che permettono il recupero di ambienti in contesti fortemente antropizzati, si pensi all’assorbimento di CO2. Il valore economico è importante e per questo bisogna coinvolgere le amministrazioni locali. Oggi conosciamo molto bene le praterie Posidonia e la barriera corallina tropicale, ma sappiamo ancora molto poco degli ecosistemi mediterranei, in cui ci sono specie tolleranti e altre molto fragili. Dall’osservazione dovremo capire come poterli utilizzare al meglio per il nostro benessere in un contesto sostenibile”.

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