Inquinamento

Lidl utilizzerà plastica raccolta negli oceani per produrre gli imballaggi

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Gli imballaggi dei prodotti di Lidl saranno realizzati con plastica raccolta negli oceani, come parte dell’impegno per ridurre l’utilizzo della plastica non riciclata.

Lidl comincerà ad utilizzare plastica raccolta negli oceani per gli imballaggi dei suoi alimenti marini. Il nuovo formato di impacchettamento, disponibile dal 30 marzo, sarà composto per il 30% da plastica raccolta negli oceani mentre l’altro 50-60% della confezione sarà composto da altri materiali riciclati. Per plastica raccolta negli oceani si intende la plastica raccolta entro le 30 miglia della costa o nei flussi d’acqua del Sudest asiatico, la regione del mondo che soffre maggiormente l’inquinamento della plastica.

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Lidl stima di poter raccogliere 60 tonnellate di plastica ogni anno per la sua nuova linea di imballaggi. Per assicurarsi che i nuovi imballaggi non finiscano nuovamente nell’ambiente, Lidl creerà un nuovo sistema di tracciamento per assicurarsi che questi vengano raccolti ai bordi delle strade. I prodotti imballati in questo modo saranno dotati dell’etichetta “Widely Recyclable”. “La maggior parte della plastica finisce nei mari attraverso 10 punti d’entrata, otto dei quali si trovano in Asia” ha spiegato Georgina Hall di Lidl, citando il report della Ellen MacArthur Foundation sulla plastica negli oceani “I paesi del Sudest asiatico non sono dotati di infrastrutture per la gestione dei rifiuti adeguate ad una tale quantità di plastica. Siamo orgoglioso di essere la prima catena di supermercati nel Regno Unito ad introdurre degli imballaggi prodotti con plastica altrimenti destinata a finire negli oceani“.

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Lidl non è l’unica compagnia ad utilizzare la plastica destinata a finire negli oceani. Il colosso della tecnologia HP si serve delle bottiglie di plastica raccolte ad Haiti per produrre le cartucce per l’inchiostro, collaborando per la raccolta con Thread International e First Mile Coalition. Hp inoltre fra parte dell’iniziativa NextWave Plastic, che mette insieme le imprese che utilizzano la plastica negli oceani per creare nuovi imballaggi. Della stessa iniziativa fa parte anche Ikea. L’obiettivo di NextWave Plastic è di evitare che 25,000 tonnellate di plastica l’anno, l’equivalente di 1.2 miliardi di bottiglie di plastica, finiscano in mare.

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Tuttavia, nonostante le intenzioni positive, secondo il WWF la plastica che viene prodotta, gettata e incenerita aumenterà “drasticamente” entro il 2030, a causa delle politiche deboli dei governi, azioni commerciali disgiunte e lenti miglioramenti delle infrastrutture a supporto del riciclaggio e del riutilizzo.

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