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Leoni da trofeo, gli animali allevati per essere uccisi dai cacciatori. In arrivo pene più severe

Presentata ieri una proposta di legge che vieta l’importazione dei “trofei” della caccia 

Catturati da cuccioli, allevati e poi reimmessi nella savana giusto il tempo per essere uccisi con un colpo di fucile da un “turista” alla ricerca di un trofeo da portare a casa.

È il triste destino di centinaia di leoni e altri mammiferi al centro della cosiddetta “canned hunting”, letteralmente “caccia in scatola”, pensata per chi è alla ricerca di emozioni forti e senza alcun riguardo per la vita animale.

La pratica è molto diffusa tra i turisti provenienti da Europa, America e Asi e prevede delle regole precise. Il leone cresciuto tutta la sua vita in cattività, a un certo punto viene trasportato nella savana e lasciato libero in uno spiazzale molto ampio e nei pressi di un pezzo di carne.

Mentre il leone sarà intento a mangiare, un essere umano armato di fucile lo sparerà da una posizione privilegiata creata appositamente per il suo macabro divertimento.

Una volta ucciso l’animale sarà scuoiato. La sua pelliccia diventerà un tappeto, le sue ossa saranno destinate alla medicina tradizionale cinese e la sua testa sarà imbalsamata e trasformata in un trofeo che l’essere umano potrà mettere in mostra nella sua casa.

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La proposta di legge per mettere al bando la caccia in scatola

Ieri, alla vigilia della Giornata mondiale della fauna selvatica che si celebra oggi, due deputati del Movimento 5 Stelle (Vittorio Ferraresi e Francesca Flati) hanno presentato alla Camera una proposta di legge che intende istituire il divieto di importazione ed esportazione di trofei di specie protette.

Se la legge passerà, dunque, i cittadini italiani non potranno importare nel Paese i “trofei” della loro “caccia in scatola”. Per i trasgressori pene fino a 200 mila euro di ammenda e 3 anni di reclusione. 

“Puntiamo a contrastare l’uccisione di specie protette e a rischio di estinzione che potremmo non vedere mai più e le violenze che vengono perpetrate contro di esse — ha spiegato l’Onorevole Vittorio Ferraresi —. La tutela della biodiversità è un importante fattore anche per la sopravvivenza dell’essere umano e quando intaccata mette a rischio il futuro e la qualità di vita delle prossime generazioni”.

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