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L’Emilia Romagna dice stop agli allevamenti in gabbia

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Supportare la transizione verso allevamenti senza gabbia, rispettosi del benessere animale. È l’obiettivo della risoluzione approvata dalla Commissione Politiche economiche dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia Romagna, che impegna la giunta a sostenere questo cambiamento, stanziando forme di sostegno alle allevatori della Regione (compatibili con le risorse di bilancio) ma anche incentivando strumenti di indirizzo per i Piani urbanistici.

Il documento, a prima firma della capogruppo di Europa Verde, Silvia Zamboni, prende spunto dall’Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) ‘End the Cage Age’ (Stop all’era delle gabbie).

Lo scorso ottobre infatti, erano state consegnate alla Commissione Ue 1,4 milioni di firme raccolte nei Paesi dell’Unione, dove oltre 300 milioni di animali all’anno sono condannati a vivere in gabbia

“Grazie all’approvazione della risoluzione – ha spiegato la capogruppo Zamboni – la Regione intraprende un percorso istituzionale per la tutela sia del benessere e della salute degli animali, e quindi anche dei consumatori, sia della reputazione delle nostre eccellenze alimentari sui mercati internazionali”.

Ad oggi, vengono ancora allevate in gabbia (per tutta o parte della loro vita) galline, conigli, quaglie, scrofe, vitelli e anatre.

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Perché la risoluzione dell’Emilia Romagna è così importante per l’Italia?

 “Anche se si tratta di un atto di indirizzo, che non ha una tabella di marcia con delle scadenze, è comunque un passo importante verso la transizione – dichiara in un’intervista a ilfattoquotidiano.it Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia – perché si sta dicendo che la Regione deve mettere in campo politiche e strumenti”. “

Si inizia un percorso che va accompagnato– aggiunge Pisapia – ma è significativo che a proporre questo atto sia stata la Commissione Politiche Economiche, perché ha un controllo sui fondi e può dare concretezza all’iniziativa. Gli allevatori vanno aiutati a passare a sistemi di allevamento più sostenibili e rispettosi del benessere animale e credo che sia importante farlo attraverso gli strumenti economici in questo momento disponibili, come i fondi del Recovery Plan e della PAC”.

La Regione Emilia-Romagna, si era già impegnata a migliorare le condizioni di vita degli animali negli allevamenti, dedicando risorse da investire con il Programma di Sviluppo Rurale 2007/13 e con il Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020.

La risoluzione impegna la giunta regionale a promuovere azioni di sensibilizzazione ed educazione dei consumatori “favorendo comportamenti consapevoli e sostenendo anche l’adesione degli allevatori agli obiettivi dell’Iniziativa dei Cittadini Europei”.

Oltre a trasmettere il testo al Governo Draghi, la giunta si è impegnata ad intervenire presso il Governo, attraverso la Conferenza Stato-Regioni (in attesa delle decisioni della Commissione Ue) perché siano attivate misure concrete per dare una risposta all’iniziativa europea, avviando la transizione graduale.

Inoltre, è prevista l’organizzazione di tavoli regionali per ogni specie, un percorso che ridefinirà gli spazi e le modalità degli allevamenti.

Sul tema era intervenuto anche il commissario Ue per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Janusz Wojciechowski, il quale ha detto che i sussidi agricoli dell’Ue e il Recovery Fund “possono anche essere utilizzati in parte per eliminare gradualmente l’allevamento in gabbia e implementare metodi alternativi”, aggiungendo che c’è “il pieno sostegno della Commissione europea per attuare questa trasformazione”.

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