Arriva in Commissione Affari Costituzionali della Camera il nuovo testo di legge elettorale. Poco più di un terzo dei deputati (231) eletti in collegi uninominali maggioritari ( in cui i partiti si coalizzano), i restanti, eletti in modo proporzionale in listini bloccati di due-quattro nomi. È questo l’impianto del Rosatellum 2.0, la cui bozza è stata illustrata ai gruppi dal relatore Emanuele Fiano. Consultazioni che lasciano sperare il relatore in un “consenso significativo”, ma solo se Forza Italia darà il suo placet all’impianto. (Brunetta) Bocciatura secca dal M5S che ha disertato l’incontro con il relatore Fiano, sostenendo che il cosiddetto Rosatellum 2.0 è un “anticinquestellum”, visto che introduce le coalizioni, a cui i penta stellati si sono da sempre opposti. Una bocciatura totale è giunta anche da Mdp con Pierluigi Bersani, che chiede di rimanere sul proporzionale. Il capogruppo Dem alla Camera, Ettore Rosato, auspica una coalizione non solo con l’ex sindaco di Milano ma con tutta Mdp, che però con il Pd a trazione renziana non ha intenzione di allearsi. Nel centrodestra la Lega ha dato il consenso, mentre Giorgia Meloni ha stroncato il testo: “Mi fa schifo”. Il motivo – ha spiegato La Russa – è che nella parte proporzionale i deputati verranno eletti in listini bloccati di quattro nomi, come chiede Fi, mentre Fdi vuole le preferenze. “È l’ultimo tentativo possibile” avverte il vicesegretario dem Maurizio Martina. Se l’intesa tra tutti i partiti reggerà, il testo passerà in Commissione, anche se più di una voce solleva timori che in Aula possano riproporsi problemi sui numerosi voti segreti. In attesa che il testo passi alla Camera, il Pd presenta il Rosatellum 2.0 anche in Senato per testare l’orientamento dei gruppi anche a Palazzo Madama.

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