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LEGA SERIE A. PASSA LA LINEA TAVECCHIO. A SORPRESA LOTITO SCONFITTO

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Di Giammarco Spirito.

Roma. Lo avreste mai pensato? Nel tormentone di una Lega di serie A incapace di eleggersi da mesi un qualsiasi presidente, spunta a sorpresa un Tavecchio innovatore capace di vederla unita su nuove regole e un futuro vero presidente. Ma la novità ancora più incredibile è la sonora sconfitta di Claudio Lotito che di Tavecchio è stato da sempre grande elettore e strenuo difensore nell’ultima battaglia culminata con la faticosa vittoria di Carlo Tavecchio su Andrea Abodi alla presidenza della Federcalcio.

Gongola il presidente federale: “Quella che doveva essere una giornata campale, con lo stravolgimento delle strategie, si è trasformata in una giornata importantissima per il commissario e soprattutto per la Lega. Per questo palazzo è stato fatto un passo avanti notevole” – ha commentato raggiante Carlo Tavecchio al termine dell’assemblea delle società di serie A, durata circa sei ore.

Approvate all’unanimità le linee guide del nuovo statuto, con il quale si potrà finalmente eleggere un nuovo presidente e scegliere un amministratore delegato, che sarà il vertice operativo di una governance più snella dell’attuale.

Per un Tavecchio che ride però c’è un Lotito che piange. L’asse creato dal presidente della Lazio, che contava sull’appoggio della Juventus di Andrea Agnelli e dell’ad milanista Marco Fassone, al momento del voto si è sbriciolato. Il Torino di Urbano Cairo si è sfilato dal blocco Juve-Lazio, andando a ingrossare il gruppo di società, fra cui Roma, Fiorentina e Sampdoria, che osteggiavano la proposta capeggiata da Lotito.

E quindi non sono stati raggiunti i voti necessari (15 nei primi due scrutini, 14 dal terzo) per eleggere l’attuale d.g. della Lega, Marco Brunelli, come “presidente ponte” e nominare due consiglieri federali e nove di Lega, secondo lo statuto in vigore finora. Con il 90% quindi è passata la linea proposta dal commissario Tavecchio: sono previsti tre consiglieri indipendenti (presidente, a.d. e d.g.) più quattro consiglieri portavoce dei club. Nella riunione sono stati affrontati inoltre i temi sulla modifica del “paracadute” per le squadre retrocesse e la distribuzione dei proventi dai diritti tv. Le tre società che scenderanno dalla A alla B potranno contare su 60 milioni in totale. Norma che sarà inserita nello statuto che sarà approvato entro venti giorni. Poi si passerà all’elezione delle cariche che dovranno essere in grado di guidare il calcio di vertice nella difficile competizione con i grandi tornei d’Europa.

Insomma, ancora fumata ancora nera sull’elezione del presidente di Lega, ma almeno si respira aria nuova.

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