La proposta di Laura Corrotti, consigliera regionale della Lega, può trovare un’accoglienza bipartisan.

Il Lazio tra le Regioni d’Italia più ‘pet-friendly‘. Lo confermano i dati ufficiali delle registrazioni all’Anagrafe degli animali d’affezione gestita dal Ministero della Salute: nella Regione se ne contano 1.116.995 su un totale nazionale di 13.241.120. Sono sempre di più le famiglie che possiedono un cane e lo registrano regolarmente, di conseguenza aumenta anche la richiesta di dog-sitter per chi non riesce a badare all’amico a quattro zampe per tutto il corso della giornata. Un lavoro che sta diventando sempre più diffuso, richiesto e sviluppato, specialmente a Roma, dove si stimano circa 3.500 operatori.

Per questo motivo Laura Corrotti, consigliera regionale della Lega, ha proposto l’istituzione di un elenco regionale dei dog-sitter. “La professione è riconosciuta come forma di lavoro, essendo presente nei codici Ateco, ma non ha ancora una tutela giuridica che possa salvaguardare, al tempo stesso, il benessere degli animali e le tutele per proprietari e veterinari” – ha spiegato l’esponente leghista all’AdnKronos – “Con questa proposta di legge vogliamo fornire ai proprietari i nominativi di operatori formati professionalmente, valorizzando le competenze. Questo elenco potrà definire chi può iscriversi, le modalità di gestione, gli aggiornamenti ed un apposito regolamento“.

Mufloni del Giglio, via ai trasferimenti dopo lo stop agli abbattimenti

La proposta di legge della consigliera della Lega potrebbe presto trovare un consenso bipartisan. Che è già arrivato da Marco Cacciatore, consigliere regionale di Europa Verde. “La formazione potrebbe avvenire tramite l’aiuto della Regione e della Asl veterinaria. Nel nostro ordinamento è già previsto un patentino formativo, che da solo potrebbe bastare, ma servono dei correttivi. Innanzitutto, bisognerebbe avere una copertura assicurativa per il conduttore dell’animale che copra l’aspetto civile e quello penale” – ha spiegato Cacciatore – “Poi sarebbe importante che il patentino potesse avere un codice a barre istantaneamente scansionabile, che mostri tutte le informazioni. Questo permetterebbe di mettere in campo strumenti di prevenzione reale su diversi punti, dal maltrattamento al randagismo fino alla tracciabilità“.

Articolo precedenteSuperbonus, cambiano le regole: tutte le novità. Approvata la norma proposta da Orlando
Articolo successivoEsperimenti sugli animali, Michela Vittoria Brambilla: “Una vergogna la proroga”