Una legge storica, quella varata dalla Regione Lazio e voluta dalla consigliera regionale Sara Battisti.

Il Lazio è la prima Regione d’Italia ad abbassare al 4% l’iva sugli assorbenti igienici femminili. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità le legge sul cashback dell’iva per l’acquisto di supporti igienici femminili, proposta dalla consigliera Sara Battisti (Pd). Che spiega: “Questa è la prima legge in Italia a legiferare sulla povertà mestruale e sullo stigma sociale del ciclo. Si abbatte il tabù del ciclo mestruale: ancora una volta siamo i primi in Italia ad approvare un testo innovativo per eliminare le diseguaglianze di genere“.

Il Governo nazionale ha ridotto l’iva al 10%, ma noi abbiamo voluto fare di più. Con una app, non potendo agire direttamente sull’iva che è un’imposta nazionale, restituiamo ciò che riteniamo sia pagato ingiustamente: gli assorbenti igienici sono un prodotto necessario per tutte le donne, che in Francia vede l’iva al 5,5%, in Portogallo e Paesi Bassi è al 6% e alcuni Paesi, come la Nuova Zelanda, l’hanno completamente abolita” – ha aggiunto Sara Battisti – “La norma prevede anche l’ampliamento della platea delle beneficiarie di concerto con le farmacie ed i Comuni. Rompiamo quel muro di omertà intorno ai temi del ciclo, lavorando con le scuole per sensibilizzare sul tema della ‘povertà mestruale’ e sullo stigma sociale che grava sul ciclo. Grazie al consiglio regionale, al presidente Zingaretti, al vice Leodori e alla Sartore, ex assessore al Bilancio, per l’approvazione di questo storico testo. Ancora una volta, con grande orgoglio, siamo i primi in Italia a farlo“.

Prima dell’intervento del Governo nazionale, l’iva sugli assorbenti e su altri prodotti igienici femminili era al 22%. In pratica, erano considerati beni di lusso, come il tartufo. Ovviamente soddisfatto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Il Lazio riduce l’Iva dal 22% al 4%. Sono contento che la nostra Regione possa aprire la strada per una misura che promuove giustizia e parità. Abbiamo raccolto l’appello di tante donne e associazioni, grazie alla prima firmataria della legge, Sara Battisti e a tutto il Consiglio. Dalla parte delle donne!“.

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