Gli animali della

La decisione è stata presa dalle autorità sanitarie per contrastare la peste suina a Roma. Lo staff del rifugio: “I nostri animali sono sanissimi e regolarmente vaccinati”.

Saranno abbattuti tutti gli animali della “Sfattoria degli Ultimi“, santuario animalista di Roma impegnato a curare cinghiali e maiali disabili e maltrattati, dopo la decisione della ASL Roma 1. L’uccisione dei mammiferi è necessaria per contrastare la peste suina nella Capitale.

Lo staff della “Sfattoria degli Ultimi” però non ci sta. “I nostri animali sono iscritti nella Banca dati nazionale come “Pet”, cioè animali di affezione, e sono tra l’altro tutti microchippati. Sono sanissimi e tutti regolarmente vaccinati come previsto dalla Legge. Abbiamo inoltre adottato misure di biosicurezza stringenti: accessi su calce, doppie recinzioni, utilizzo di calzari e tute per l’ingresso in stalla“, ha spiegato al quotidiano “Repubblica Green and BluePaola Samaritani, attivissima nel ranch. “Le autorità possano venire in qualunque momento e abbattere gli animali con l’elettroshock. Questo renderebbe vano il nostro tentativo di opporci a questa decisione assurda e crudele davanti al TAR del Lazio“.

Ed ecco perché gli animalisti hanno chiesto perfino l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per fermare “un’inutile mattanza“. La “Sfattoria degli Ultimi” ha ricevuto oltretutto la solidarietà dei cittadini e delle altre organizzazioni a tutela degli amici a quattro (o a due) zampe, come Lega Antivivisezione (LAV) e Organizzazione internazionale protezione animali (OIPA).

Intanto, la petizione lanciata su Change.org per salvare gli ospiti del rifugio Capitolino sta per raggiungere le 100.000 firme.

 

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