Adolescenza e infanzia, Roma e il Lazio puntano sugli spazi pubblici aperti ai giovani

L’emergenza pandemica ha stravolto la quotidianità di bambini e ragazzi. Proprio per questo Roma punta ad aprire le scuole il pomeriggio, la sera e nei week-end per favorire la socialità.

Un incontro per fare il punto sulle sfide che riguardano il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. In occasione dell’anniversario della convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il I municipio di Roma Capitale ha riunito, presso palazzo Merulana, esperti del settore e istituzioni per confrontare le strategie di tutela dei più giovani attuate durante e subito dopo l’emergenza pandemica, che ha colpito duramente i ragazzi privati per mesi di ogni luogo fisico di socialità.

Claudia Pratelli, Assessora capitolina Scuola, Formazione, Lavoro, ha dichiarato a TeleAmbiente: “Noi come Comune di Roma abbiamo scelto una strategia fondamentale che è quella di investire sulle scuole e sulle comunità educanti come strumento principale di contrasto alle diseguaglianze e di supporto alle ragazze e ai ragazzi. Lo abbiamo fatto in prima battuta con il programma Roma Scuola Aperta e consente l’apertura delle scuole il pomeriggio, la sera e nei weekend, perché pensiamo che le scuole possano essere uno straordinario hub territoriale per costruire connessioni e per dare opportunità ai ragazzi e alla ragazze. Avere le scuole aperte è fondamentale ovunque, sicuramente al centro città, è decisivo e fa la differenza invece in periferia o in altri di quei territori in cui altre opportunità non esistono“.

Alessandra Di Nucci, Arciragazzi Roma, ha dichiarato a TeleAmbiente: “Abbiamo cercato di fare presente come a seguito di una sospensione dei diritti fondamentali di ragazze e ragazzi, che è avvenuta per cause di forza maggiore in questi ultimi due anni, abbiamo voluto porre l’accento sulla necessità adesso di riappropriarci di quegli spazi di socializzazione, di permettere a ragazzi e bambini di essere protagonisti del proprio percorso di crescita, di tornare a potere incontrare e quindi avere spazi atti a questo incontro. Luoghi fisici che la città e le istituzioni o i centri utilizzino per creare maggiori occasioni di incontro“.

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