Attualità

Lavoro, per i giovani non sarà un periodo facile

Condividi

Lavoro. Sgravi fiscali ed esonero contributivo per le aziende che assumono giovani  fino a 35 anni. È la misura introdotta dal governo per andare incontro agli imprenditori e favorire l’occupazione, soprattutto quella giovanile.

In Italia, secondo i dati provvisori su “Occupati e disoccupati”, ad ottobre 2020 il tasso di disoccupazione è stabile al 9,8% e tra i giovani sale al 30,3% (+0,6 punti).

La crescita della disoccupazione giovanile oltre il 30% non si vedeva da aprile 2019: secondo l’Istat è in risalita dell’1,5% da giugno e del 3,2% da luglio 2019.

“Su base annua – si legge nel Report Istat – la disoccupazione cresce tra i minori di 35 anni e diminuisce nelle altre classi”.

Tra i 25 e i 34 anni il tasso è del 15,9%, quasi il triplo di quello nella fascia 50-64 anni, ed è cresciuto dello 0,9% nell’ultimo mese e dell’1,4% nell’ultimo anno.

Covid-19, nuovo Dpcm. Conte: “Natale diverso. Non dobbiamo abbassare la guardia”

I giovani devono “sfruttare tutte quelle che sono le possibilità offerte dal territorio, dal Governo nazionale per quello che riguarda l’accesso al mondo del lavoro. Cercare di non inseguire solo i lavori di concetto, ma cercare anche di rivalutare quelli che sono i lavori di tipo manuale, cercare anche di rivalutare i lavori nel segmento del lavoro agricolo che non sono più così gravosi come lo erano grazie anche appunto a fenomeni della meccanizzazione. Cercare di entrare in una mentalità di un lavoro che sia possibilmente nella vita lavorativa in evoluzione, non più un lavoro stabile – perché purtroppo questo non sarà il tema – ma lo stesso tempo non sedersi ed aspettare una soluzione”.

A dirlo, il presidente ISNEC – Istituto Nazionale Esperti Contabili, Giuseppe Scolaro, ospite dello speciale di TeleAmbiente2021: Quale futuro per l’anticipo della pensione dopo Quota 100”.

Per il Presidente ISNEC, “il Reddito di Cittadinanza ha aiutato in malo modo, forse, a valutare l’accesso al mondo del lavoro. Doveva essere ipoteticamente – come state idealizzata – una forma di formazione e di avvio il lavoro, si è rivelata una forma di assistenzialismo pioggia come lo erano stati in passato gli LSU e l’assegno di povertà. Sistemi che alla fine andavano un po’ a tutti”.

Insomma, i giovani – afferma Scolaro – devono veramente crearsi una un’aspettativa, avere dei sogni perché se non hanno questo si ritroveranno in una grossissima situazione di difficoltà nei prossimi 20 anni”.

Bisogna però non perdere tempo, perché l’alternativa – sottolinea ancora il Presidente dell’Istituto Nazionale Esperti Contabili – “è quella di emigrare. Ma oggi, anche il mondo estero cerca manovalanza qualificata, non cerca manovalanza professionalizzata, quindi anche sul fenomeno migratorio non ci sono grandi aspettative, ed è per questo che devono cogliere la realtà sul territorio”.

Per 1 italiano su 3 il settore energetico traina lo sviluppo sostenibile

Da analizzare poi, secondo il Presidente Scolaro, ci sono “gli aspetti infrastrutturali dei singoli territori con particolare capacità del Sud di generare infrastrutture, di generare possibilità di lavori che siano in contesti quantomeno accoglienti, si cerchi anche dal punto di vista della sicurezza di cercare di stratificare il fenomeno purtroppo della criminalità organizzata che affligge ormai tutto il territorio nazionale – perché sicuramente la criminalità organizzata non è solo un fenomeno del Sud – anzi devo dire che al sud si osservano sempre più forme di resistenza orgogliosa a questi comportamenti che impattano sulla crescita sociale della popolazione, ma allo stesso tempo se non c’è una collaborazione dei territori e del governo alla crescita delle infrastrutture anche questo non aiuta sicuramente questi giovani”.

“L’importante – conclude Scolaro – è crederci. Perché se ci rinchiude, se si piange e si aspetta che qualcosa arrivi, se si aspetta sempre la lotteria, si rischia di prendere sempre il biglietto perdente”.

(Visited 30 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago