Una storia che ha dell’incredibile. Chiara Gianesini e suo marito Ciro Rega sono assidui frequentatori del Lago d’Orta e spesso si sono dedicati alla pulizia delle acque e delle rive dai rifiuti abbandonati.

Domenica scorsa, raccontano sulle loro pagine Facebook, si trovavano a Roncallo di Pello, sulla sponda occidentale del Cusio.

“C’erano delle cose tonde che il giorno prima non c’erano – scrive Chiara – abbiamo pensato che qualcuno avesse gettato dei barattoli. Noi cerchiamo di tenere pulito, sempre e ovunque. Raccogliamo di tutto: mozziconi di sigarette, plastica, contenitori, palloni, preservativi, assorbenti batterie, accendini, vasi, copertoni. Credevamo quei due oggetti che fossero barattoli di vernice e abbiamo pensato di raccoglierli. In quel punto ogni giorno si tuffano persone e anche bambini”.

Così hanno deciso di iniziare a raccogliere i rifiuti ma una volta preso tra le mani il primo oggetto si sono spaventati credendo che si trattasse di un esplosivo.

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Poi abbiamo capito che era un’urna cineraria, di metallo e con le scritte cancellate, abrase – prosegue – ci siamo chiesti il perché delle abrasioni e abbiamo chiamato i carabinieri”.

In Italia la dispersione delle ceneri è regolamentata da una legge del 2001 che prevede un’autorizzazione da parte dell’ufficiale di Stato civile del Comune in cui si è verificato il decesso.

Nei cimiteri sono state realizzate apposite aree dedicate alla dispersione, oppure, in alternativa, è possibile disperdere le ceneri in aree private, purché in possesso del consenso dei proprietari.

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Inoltre, le amministrazioni locali possono dare il consenso affinché le ceneri vengano disperse in natura. Solo previa autorizzazione, è possibile disperdere le ceneri nel mare, in laghi, fiumi, prati e monti.

La Regione Piemonte, dove si trova il lago d’Orta,  ha come legge di riferimento quella del 2007 che conferma la possibilità della dispersione in natura nel rispetto di alcune condizioni.

Nei laghi, ad esempio, la dispersione non può essere effettuata a meno di 100 metri dalla riva, ma questo non consente o giustifica l’abbandono dell’urna contenente le ceneri.

Sul caso, è stata aperta una indagine.

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