Lago di Baratz, unico bacino naturale della Sardegna ed esempio di riqualificazione ambientale

Visitare il Lago di Baratz significa vivere un’esperienza naturalistica a 360 gradi, soprattutto per le nuove generazioni.

Il Lago di Baratz è l’unico bacino naturale della Sardegna. Lo specchio d’acqua, che si trova a 30 chilometri da Sassari, si è formato nel corso dell’ultima glaciazione a causa dello sbarramento di valli fluviali, un tempo sommerse dal mare. Ed ecco perché, ancora oggi, le acque di questo ambiente lacustre sono oligosalmastre. Una profondità di ben 6,5 metri e un perimetro irregolare di 12 chilometri con due lati perfettamente lineari completano le caratteristiche morfologiche di un bacino ricco di biodiversità.

Già, perché il Lago di Baratz è circondato da una macchia mediterranea solita custodire l’essenza della lavanda, l’aroma del rosmarino e la fragranza del mirto.

La piccola oasi ospita poi decine di animali. Dai germani reali, alle tartarughe palustri, alle rane, tutti sono liberi in un territorio senza l’ingombrante presenza dell’uomo.

Proprio per questo, vicino all’unico serbatoio naturale della Sardegna, c’è il Centro per l’Educazione Ambientale e la Sostenibilità (C.E.A.S.) del Comune di Sassari, impegnato a salvaguardare l’ambiente lacustre. E così, come nel Parco Nazionale dell’Asinara, le guide naturalistiche promuovono l’ecoturismo, così da accompagnare i viandanti alla scoperta dei segreti del Lago di Baratz.

Non si percorrono però soltanto i sentieri sulla riva. I locali del centro scientifico ospitano, infatti, un laboratorio sulle energie alternative, una mostra sull’origine dell’habitat oligosalmastro e un itinerario didattico sulle peculiarità faunistiche locali.

Visitare il Lago di Barataz significa, dunque, vivere un’esperienza naturalistica a 360 gradi, soprattutto per le nuove generazioni.

 

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Da arsenale bellico a Sito di Interesse Comunitario (SIC): il Lago di Baratz è un esempio di riqualificazione ambientale

Anche il Lago di Baratz è stato vittima dell’inciviltà umana.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i fondali dell’unico bacino naturale della Sardegna erano stati trasformati in un deposito bellico.

A partire dal 1945, la ritirata delle truppe tedesche aveva lasciato però l’arsenale di guerra inabissato, mentre la natura cominciava a riprendersi i propri spazi.

Solo negli anni Novanta, l’abbassamento del livello delle acque del Lago di Baratz ha fatto riemergere armi, bombe e ordigni.

Proprio per questo un intervento di riqualificazione ambientale ha restituito alla natura l’intera nicchia ecologica, diventata perfino un Sito di Interesse Comunitario (SIC).

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