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LACTALIS, ALLARME LATTE ALLA SALMONELLA IN 83 NAZIONI. RITIRATE 12 MILIONI DI CONFEZIONI

Roma. La Lactalis ha annunciato in nottata quello che si temeva da giorni, dopo le centinaia di denunce da parte di famiglie e di strutture sanitarie. Il latte in polvere prodotto in Francia e distribuito in 83 nazioni è contaminato dalla salmonella.

Ci sarebbero già 35 casi di neonati sotto i 6 mesi che hanno contratto la salmonellosi, mentre al momento 1 caso è stato accertato in Spagna.

Il Gruppo Lactalis stante la situazione che rischiava di andare fuori controllo, ieri ha ordinato il ritiro di tutte le confezioni di lattein polvere, per quasi 12 milioni di confezioni in 83 paesi.

Il latte in polvere incriminato è prodotto nello stabilimento francese di Craon che già nel 2005 era stato coinvolto in un caso analogo, per contaminazione di salmonella, e secondo gli accertamenti condotti dall’Istituto Pasteur, il batterio individuato è dello stesso tipo di quello emerso dodici anni fa.

E ci si interroga quindi come sia stata possibile questa incredibile contaminazione, per una evidente mancata vigilanza, per una Azienda, come la Lactalis, leader europea dei prodotti caseari e che dovrebbe fare dei controlli e della prevenzione un bastione insormontabile.

Lo stesso presidente Emmanual Macron, intervistato sulla questione nella conferenza stampa congiunta con il premier Gentiloni durante la visita a Roma, si era detto sicuro, col suo solito sorriso ammiccante e volitivo, che ogni problema, se ci fosse stato, sarebbe stato affrontato e risolto e che la Lactalis è una azienda seria.

Parole cadute nel vuoto.

Va ricordato che in Italia Lactalis controlla la Parmalat e raggruppa marchi famosi, come Invernizzi, Cademartori, Locatelli e President, per una serie di prodotti di larghissimo consumo, oltre lo stesso latte in polvere per i neonati. Prodotti che vanno dalle mozzarelle Santa Lucia, Vallelata e Mozarì, al Galbani e Galbanino, a Gim e Invernizzina, Certosa, Certosino e il President.

Stanno per partire migliaia di richieste di risarcimento da parte della associazioni dei consumatori, ma il Ceo di Lactalis, Emmanuel Besnier, in mattinata dopo essersi proclamato “affranto per questa crisi sanitaria che coinvolge neonati sotto i sei mesi”, ha promesso di “risarcire tutte le famiglie che hanno subito danni”.

Sotto accusa anche una serie di circuiti di grande distribuzione come Carrefour, Leclerc e Auchan che, secondo le associazioni, hanno ritardato il ritiro delle confezioni, dopo il primo allarme dato a metà dicembre dalla Lactalis. I supermercati però hanno già rimpallato l’accusa affermando che è stata la Lactalis ha non aver dato indicazioni chiare e di aver ingenerato  ulteriore “confusione”.

Da qui la decisione del drastico ritiro di tutte le confezioni di latte in polvere in giro per il mondo.