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LA LEGGE SUL TAGLIO DEI VITALIZI POTREBBE ESSERE INCOSTITUZIONALE

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(Luigi Bisignani – il Tempo) –
I vitalizi agli ex parlamentari resisteranno all’assalto grillino e dei media. Nel telefono senza fili che corre tra i palazzi del potere, la Corte Costituzionale ha già fatto sapere, riservatamente, alle più alte cariche dello Stato che la legge per l’abolizione dei vitalizi ha dei profili di incostituzionalità.
E, qualora il Parlamento volesse intervenire in materia, fa osservare che la via percorribile è rappresentata solo dalla cosiddetta «autodichia», la prerogativa di cui dispongono le Camere di poter decidere autonomamente sullo stato giuridico ed economico dei propri componenti e dipendenti.
Così, almeno per gli ex parlamentari, non si entrerebbe in contrasto con la disciplina generale delle pensioni, considerato che interventi retroattivi di tale portata, legge Fornero per tutte, crearono un gran caos.
Inoltre, l’applicazione a livello nazionale potrebbe costituire anche un precedente per il ricalcolo, con il metodo contributivo, di tutte le pensioni oggi in essere con il metodo retributivo o misto,di fatto dimezzandole e rischiando di provocare una vera e propria «macelleria sociale».
È bastato che l’ultimo vecchio comunista, Ugo Sposetti, lanciasse l’allarme contro questa legge, portata avanti con ostinazione dal segretario del Pd Matteo Renzi per inseguire sul loro terreno i grillini, perché il Palazzo cominciasse a capire che con l’abolizione dei vitalizi, in aggiunta alla fine del finanziamento pubblico dei partiti, la politica soccombe definitivamente a «La Casta».
A tirare un sospiro di sollievo è ora il mite conte Gentiloni perché sa che in Senato allungheranno i tempi per non fare più nulla. Onore al compagno Sposetti, che ha dato dignità a questo Parlamento di nominati, sperando che nel prossimo arrivino rappresentanti scelti sul serio dai cittadini.

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