AttualitàInquinamento

Kuwait, maxi incendio nella più grande raffineria del Paese: operai feriti, dubbi sull’impatto ambientale

Condividi

Kuwait, maxi incendio questa mattina nella più grande raffineria di petrolio del Paese. Per domare le fiamme ci sono volute oltre due ore e ci sono operai rimasti feriti, mentre non si hanno notizie dei rischi per l’ambiente.

Paura in Kuwait per un maxi incendio che questa mattina è divampato all’interno della più grande raffineria di petrolio del Paese. La struttura di Mina al-Ahmadi, 40 chilometri a Sud della capitale e situata sulla costa del Golfo di fronte all’Iran, è stata interessata da un rogo che ha causato nubi di fumo e anche il ferimento di alcuni operai.

 

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che dopo oltre due ore sono riusciti a domare le fiamme. Le operazioni del sito e le esportazioni di petrolio non si sono interrotte neanche durante l’incendio e la Kuwait National Petroleum Company ha ammesso, ma solo in un secondo momento, che ci sono stati diversi operai feriti o intossicati.

 

Restano incerte le notizie su un possibile impatto ambientale dell’incidente di questa mattina. La raffineria di Mina al-Ahmadi, su un sito di 10,5 chilometri quadrati, è entrata in funzione nel 1949. È la più grande delle tre raffinerie della compagnia petrolifera statale e ogni giorno produce circa 466.000 barili di petrolio al giorno. Il Kuwait produce circa 2,4 milioni di barili di petrolio al giorno, in gran parte destinati all’esportazione.

(Visited 31 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago