ARRIVA KODAKCOIN, LA NUOVA CRIPTOVALUTA E IL TITOLO SCHIZZA

Roma. Si muove la Kodak. Ma che ci azzeccano criptovalute e fotografia? Da oggi condividono un solo nome, Kodak.

A comunicarlo è proprio il re delle pellicole, che ha fatto il suo ingresso trionfale nel mondo delle valute digitali con la sua nuova KodakCoin. La nuova moneta virtuale è riservata ai fotografi che vorranno “prendere parte ad una nuova economia, ricevendo in modo immediato i pagamenti per le autorizzazioni ad usare le proprie foto e vendendo i lavori su una piattaforma di blockchain sicura”.

Un nuovo colpo di scena sul palcoscenico finanziario che da tempo guarda al mondo crypto con grande interesse. E che non si è certo fatto attendere. In poche ore il titolo, quotato alla borsa di New York, ha spiccato il volo segnando un +44% rispetto al valore di partenza. Insomma, quasi un bel raddoppio. Dopo un paio d’ore, il valore della società segnava già un grosso incremento, arrivando a 289,5 milioni di dollari.

Spunta sul calendario anche per la data dell’ICO, l’offerta iniziale di moneta che dà il via all’acquisto da parte degli investitori, fissata al 31 gennaio. Pochi i privilegiati Paesi partecipanti, tra cui spiccano Russia, USA, Canada.

Il meraviglioso mondo della blockchain sembra essere una calamita per gli investitori internazionali, ma non è il solo motivo che ha spinto Kodak ad avventurarsi. “Per molti è solo una moda. – ha spiegato Jeff Clarke, ceo della società – Per i fotografi che faticano a tenere sotto controllo il loro lavoro e come questo viene utilizzato, è un modo fondamentale per risolvere un problema che viene percepito come irrisolvibile”.

Passo da gigante per l’azienda leader mondiale sul mercato delle pellicole fotografiche, che ha rischiato la bancarotta nel 2013, oscurata dal successo del digitale. Un salvataggio all’ultimo minuto, ma costato caro con la vendita di molti brevetti a colossi come Apple e Microsoft.

L’entrata nell’era digitale di Kodak raggiunge con il 2018 lo step successivo con KodakCoin. Ma non è la sola. Già lo scorso anno, altre aziende si sono convertite alla “religione blockchain”. L’ultima a fine dicembre, la produttrice di bevande Long Island Iced Tea Corp., diventata “Long Blockchain” dopo l’entrata nel mondo crypto. E il suo titolo dopo la trasformazione ha fatto i fuochi d’artificio, schizzando del 305%.

Insomma, tutti pazzi per le criptovalute. O meglio, per la loro tecnologia rivoluzionaria. Blockchain ribalta il sistema e sparge le informazioni sull’intera rete, pezzo per pezzo. Rende l’informazione di tutti e di nessuno, inaccessibile e inattaccabile, facendo crollare il muro del monopolio informativo.

Un sistema innovativo, quanto irresistibile. Anche per il papà di Facebook Mark Zuckerberg, che sembra apprezzare la nuova tecnologia.

Che sia il social network più famoso del mondo la prossima vittima del suo fascino?

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