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Koala, un gruppo di volontari lotta per salvarli dall’estinzione: “Non ci arrendiamo”

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I koala sono stati dichiarati “funzionalmente estinti” ma in Australia le associazioni lottano ancora per salvare l’animale simbolo della nazione. È iniziata in Australia la battaglia per la salvezza del koala, animale simbolo del paese, che è stato dichiarato “praticamente estinto” dal WWF e dall’ Australian Conservation Found. Ma alcune persone non si sono ancora arrese.

Volontari da tutto il paese si sono riuniti per piantare alberi di eucalipto per formare un corridoio che si snoderà per 50 chilometri, da Byron Bay a Lismore, nel New South Wales.Negli ultimi 18 mesi l’associazione Bangalow Koalas ha piantato oltre 12mila alberi, con l’obiettivo di raggiungere le 25mila unità per la fine dell’anno e 100mila entro il 2025.

Il presidente di Bangalow Koalas, Linda Sparrow, sta lavorando con le associazioni locali e i proprietari terrieri per mappare questo corridoio: “Non ci interessa se il governo ci aiuterà o meno. Noi lo facciamo lo stesso. Abbiamo persone che ogni giorno vogliono unirsi a noi e partecipare al progetto”, ha detto la Sparrow.

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Il problema principale del gruppo, ha raccontato, è il superare il senso di inutilità del lavoro compiuto, causato come dice lei stessa “dal fatto che sia l’Australian Koala Foundation e il WWF hanno dichiarato il koala come funzionalmente estinto“.

Dati del Comitato del Senato sull’Ambiente e le Comunicazioni stimano che, dei 10 milioni di koala presenti in Australia ai tempi dei primi coloni europei, ne sono rimasti solo 50mila. Altri studi segnano questo valore tra i 300mila e i 25mila.

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Il presidente di Friends of the Koala di Lismore, Ros Irwin, ha detto che per avere dati certi bisogna tener conto di quelli persi a causa delle morti stradali, attacchi di animali selvatici e, soprattutto, per colpa della distruzione del loro habitat.

Friends of Koala mette in salvo circa 400 koala ogni anno, circa la metà dei salvataggi totali di tutto lo stato.  “Ogni salvataggio per noi è un successo. Se riusciamo ad agire in modo continuo anche a livello locale potremmo veramente fare la differenza” ha raccontato la Irwin. Ms Irwin ha dichiarato anche che il numero dei salvataggi è in leggero calo, sintomo di una situazione ambientale migliore nel loro habitat e di una maggiore consapevolezza globale.

Il Fondo Internazionale per la Salute Animale ha segnalato l’impianto del gruppo Friends of the Koala a Lismore come uno delle “eccellenze globali per la salvaguardia delle specie in difficoltà”, grazie anche all’ assunzione di specialisti nella cura dei koala come la dottoressa Marley Christian. La Christian ha dichiarato che il recupero dell’habitat è fondamentale per evitare o almeno ritardare l’estinzione dei koala.

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Nella sola regione del Northern Rivers, sono stati abbattuti 11mila ettari di vegetazione nel biennio 2016-2017, al fronte dei 4600 invece del periodo 2009-2016. Il gruppo sta lottando per fermare il disboscamento dell’habitat dei koala nelle foreste a sud di Lismore, ed è riuscita a bloccare la deforestazione per due mesi dopo che alcuni attivisti si sono incatenati alle macchine.

Il problema, come spiega Deborah Tabart dell’Australian Koala Foundation, è che la gente da sola non può fermare la deforestazione, c’è bisogno dell’intervento del governo.

Anche il CEO del NSW Nature Conservation Council, Kate Smolski è dello stesso parere: “Abbiamo bisogno di azioni immediate a livello governativo per impedirne l’estinzione, non possiamo aspettare altri quattro anni. Abbiamo fatto tanti passi indietro, adesso speriamo che il governo australiano metta realmente l’ambiente tra le sue priorità”.

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