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Koala, l’allarme dall’Australia: “Popolazione calata del 30% in tre anni”

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I koala sempre più a rischio estinzione: negli ultimi tre anni la loro popolazione in Australia è calata del 30%. Tra le cause la crisi climatica, ma non solo.

I koala sempre più minacciati. Negli ultimi tre anni, la loro popolazione in Australia è calata in media del 30%, con drammatici picchi fino al 41% in alcune aree del Nuovo Galles del Sud. Sono questi i terribili dati dell’ultimo rapporto della Australian Koala Foundation: la popolazione di questi marsupiali, che nel 2018 era stimata essere compresa tra i 45.745 e gli 82.170 esemplari, oggi è scesa a 32.065-57.920.

 

Tra le cause ci sono la crisi climatica e i devastanti incendi che hanno colpito l’Australia (in particolar modo quelli della ‘Black Summer’ del 2019-2020), ma non solo. A minacciare i koala ci sono anche la deforestazione, l’agricoltura e l’estrazione mineraria, tutte attività che hanno fatto scomparire una cinquantina di habitat in tutto il Paese. Solo con gli incendi del 2019-2020, in cui morirono tre miliardi di animali, ci fu una strage di 60mila koala, uccisi dalle fiamme o nel tentativo di fuggire.

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La crisi climatica, comunque, rappresenta la minaccia più costante per i koala. Fattori come siccità, ondate di calore o mancanza di accesso all’acqua sono decisivi per la sopravvivenza della specie, particolarmente vulnerabile ad ogni cambiamento ambientale. Senza dimenticare, però, che nei due Stati in cui la situazione è particolarmente drammatica, il Nuovo Galles del Sud e il Queensland, a minacciare i koala c’è anche una progressiva deforestazione a favore dell’allevamento, dello sviluppo urbano e dell’estrazione mineraria. Va ricordato anche che, in particolar modo nell’Australia orientale, la popolazione dei koala è stata decimata dal retrovirus KoRV, noto anche come koala Aids, che indebolisce il sistema immunitaria e li rende particolarmente suscettibili a diverse malattie.

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