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Prove di dialogo tra Usa e Cina. Kerry a Shanghai per discutere di cambiamenti climatici

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Prove di dialogo tra Stati Uniti e Cina. Il presidente americano Biden ha affidato a John Kerry, inviato speciale del presidente per il Clima, la missione di riallacciare il dialogo con Pechino partendo proprio dalla sfida comune della lotta ai cambiamenti climatici.

L’inviato speciale, primo rappresentante della nuova amministrazione Usa a toccare terra cinese, è atterrato ieri a Shanghai per ‘discutere delle ambizioni climatiche globali’ in vista della Cop26 di Glasgow.

Con l’arrivo di Kerry in Cina però, la tensione tra i due Paesi è immediatamente tornata alle stelle a causa della decisione di Biden di inviare una delegazione a Taipei.

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Nonostante si tratti di una visita informale, il segnale che la nuova amministrazione Usa vuole dare è chiaro: appoggiare la sovranità e la democrazia di Taiwan.

Una scelta che ha immediatamente portato Pechino a decidere di dare il via a ben sei giorni di esercitazioni militari al largo dell’isola che hanno preso il via in concomitanza dell’incontro tra i rappresentanti Usa e la presidente taiwanese Tsai Ing-wen.

“Basta messaggi errati agli indipendentisti” – ha affermato il Ministro degli Esteri cinese, chiedendo a Washington “interrompere immediatamente gli scambi di qualunque natura con Taipei”.

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Nonostante il clima teso, Kerry spera di ottenere qualche risultato poiché il suo principale interlocutore sarà Xie Zhenhua, sua vecchia conoscenza che Xi ha nominato inviato speciale della Cina sul clima.

“Non possiamo essere prigionieri delle nostre differenze” – è l’appello lanciato nei giorni scorsi da Kerry, affinché i due paesi guidassero insieme la svolta nella lotta ai cambiamenti climatici.

La missione cinese dell’inviato speciale per il Clima però ha anche un altro obiettivo: quello di testare il terreno, dopo quattro anni di Donald Trump alla Casa Bianca, per eventuali ulteriori sviluppi nei rapporti con Pechino, senza però cedere sui diritti umani e continuando a denunciare le mire espansionistiche di Pechino e le sue sleali politiche commerciali.

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