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Kamchatka, acque avvelenate nell’oceano Pacifico: centinaia di animali marini trovati morti VIDEO

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Sono circolate sul web le immagini di un ennesimo disastro ambientale in Kamchatka, Russia. “L’estensione dell’inquinamento non è ancora stato determinato, ma gli animali morti lungo tutta la costa confermano la gravità della situazione”, la denuncia di Greenpeace.

 

 

Centinaia di animali marini, foche, peschi e altri, sono stati trovati morti in particolare lungo la spiaggia di Khalaktyrsky e altre due nella baia di Avacha dopo che le acque dell’Oceano Pacifico al largo della Penisola dell’Estremo oriente russo sono state contaminate da fenolo e derivati del petrolio.

Il comitato investigativo ha avviato una inchiesta. Le autorità locali hanno chiesto ai residenti di evitare di recarsi in spiaggia. “L’estensione dell’inquinamento non è ancora stato determinato, ma gli animali morti lungo tutta la costa confermano la gravità della situazione“, ha denunciato Greenpeace nei giorni scorsi.

Nicola Lilin, autore e scrittore di origine russa, ha pubblicato sulla propria pagina Facebook il video girato su una delle spiagge della penisola: “Le onde dell’oceano avvelenato da una sostanza ancora ignota buttano sulla sabbia la fauna morta. L’allarme è stato dato dagli abitanti locali e da alcuni atleti che praticano surf che dopo essere stati in acqua hanno subito una perdita temporanea di vista. Il medico ha diagnosticato ai molti la bruciatura della cornea. Inoltre le persone hanno avvertito la debolezza, la nausea, il mal di gola. Raccontano che il sapore dell’acqua oceanica in quei giorni era insolito, non salato, ma amaro“.

Alcuni ecologi che tengono d’occhio la situazione ambientale nella penisola, denunciano che l’avvelenamento avviene sistematicamente dal vecchio deposito dei rifiuti chimici che probabilmente fuoriescono dai contenitori danneggiati dalla corrosione e finiscono nel fiume Mutnaya e Nalicheva. – continua Nicolai Lilin – Per ora i rilevamenti fatti nell’oceano hanno dimostrato che l’acqua avvelenata contiene gli elementi dei prodotti petroliferi che superano quattro volte le norme compatibili con la vita degli organismi biologici, mentre i fenoli superano questa norma di due volte.”
Le prime informazioni sull’inquinamento sono apparse proprio sui social network, pubblicate da surfisti che hanno lamentato infezioni e malori dopo le loro attività ludiche in acqua. In seguito la popolazione locale ha pubblicato foto e video delle coste disseminate di animali marini morti nelle baie di Bolshaja e Malaja Lagernaja e nella baia di Babja. Le informazioni hanno indotto il vice primo ministro – plenipotenziario presidenziale nel Distretto federale dell’Estremo Oriente, Jurij Trutnev, ad avviare indagini, parallelamente al Comitato investigativo ed all’Agenzia per la tutela del consumatore (Rosprirodnadzor) che ha riferito di aver prelevato campioni d’acqua sia nell’oceano che nei corpi idrici adiacenti.

Oceani, dopo le Mauritius un altro possibile disastro ambientale

Le autorità del territorio della Kamchatka stanno valutando tre ragioni per l’inquinamento delle acque al largo della penisola. Lo ha dichiarato il governatore della regione, Vladimir Solodov, in un briefing. “Si valuta una versione secondo cui l’inquinamento provocato da attività umane e il rilascio di sostanze tossiche. Di cosa si tratti esattamente, ora dobbiamo scoprirlo. E’ in corso di elaborazione anche una versione riguardante fattori naturali. con l’azione di alghe, che durante la tempesta sono state trasportate sulla costa. E’ in fase di elaborazione anche una versione dell’attività  sismica associata a manifestazioni vulcaniche“, ha dichiarato Solodov.

L’ipotesi più gettonata in queste ore è che i pesticidi potrebbero essere la causa del disastro visto che sostanze chimiche vengono depositate ai piedi del vulcano Kozelsky ormai da quarantanni. Il vulcano è collegato con un sistema di laghi e paludi, e non si trova lontano dall’Oceano. Gli attivisti di Greenpeace hanno diffuso immagini satellitari che mostrano come la fonte di inquinamento potrebbe presumibilmente essere il fiume Nalycheva. Sulla riva dell’affluente Nalycheva infatti c’è una discarica di pesticidi chimica del vulcano Kozelsky, di cui si hanno pochissime informazioni.

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