Cultura

JULIA ROBERTS, L’ETERNO FASCINO DI PRETTY WOMAN

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Cinema. Il 28 ottobre soffierà 50 candeline la “Pretty woman” entrata nel cuore di tutti nel 1990.  

Il tempo passa per tutti, ma non per lei che quest’anno si è meritata per la quinta volta il titolo di “donna più bella del mondo” dalla rivista statunitense People.

La sua carriera è decollata a 23 anni, nel film cult che ha consacrato la coppia Roberts – Gere e che ha fatto da trampolino di lancio alla bella Julia, oggi pilastro del cinema internazionale. Ripensando ai suoi vent’anni , si descrive oggi come “un’egoista viziata” e con un atteggiamento difficile. Parere condiviso a pieno da Spielberg con cui collaborò nel 1991 nel film Hook – Capitano Uncino.

Dopo Pretty Woman e la consegna del primo Golden Globe, per Julia Roberts è stata una strada in discesa. Un successo dopo l’altro, che l’hanno portata a vincere un premio Oscar e un Globe per Erin Brockovich e aggiudicarsi un terzo Globe per Fiori d’acciaio. Una carriera che l’ha vista immedesimarsi in ruoli diversi, dalla dolce fata Trilly in Capitan Uncino alla strega cattiva in Biancaneve, passando dal romanticismo di Notthing Hill e dal remake americano del thriller Il segreto dei suoi occhi.

Ma è il suo esordio nella commedia romantica Pretty Woman che resta un passaggio obbligato per donne (e molti uomini) di ogni età. Un ruolo che la Roberts ha rivelato essergli quasi sfuggito. Il film, inizialmente intitolato 3000, raccontava la storia più tragica di una prostituta tossicodipendente, finita poi agonizzante per strada. La Roberts aveva conquistato il ruolo di protagonista, quando il film fu comprato dalla Disney e affidato al registra Garry Marshall, che non la vedeva di buon occhio. “Non sapevo chi fosse – ha dichiarato Marshall nel 2015 – c’era chi mi diceva fosse brava, chi mi diceva che non valesse niente: per me era solo un bel sorriso”. Ma il ruolo le fu confermato dopo l’incontro con il co-protagonista Richard Gere, che convinse Marhall. Un bel jackpot, che fruttò al film oltre 460 milioni di dollari.

Alla vigilia dei suoi 50 anni Julia Roberts è un’icona di stile e di bellezza, una donna “sempre verde” con la passione per lo yoga, che segue una dieta senza glutine e vegana.  Ma il suo vero segreto di giovinezza è la famiglia. Dopo una lunga carriera nelle love story finite male, oggi è madre di tre figli e moglie del direttore della fotografia Daniel Moder dal 2002. “Danny è il primo ammiratore – ha raccontato l’attrice – a casa mi riserva l’adulazione di cui in fin dei conti anche una come me ha bisogno”. Un amore per la tradizione che viene da lontano, dal Sud degli USA e in particolare dalla Georgia, dove è nata. “La famiglia per me è tutto. La fama, il successo, non sono altro che una brezza estiva che va e che viene.”

Insomma, quella che si può definire una vita “da film” per la stella del cinema.

Secondo quanto comunicato da Amazon, il 2018 vedrà la Roberts protagonista della serie tv thriller Homecoming. Il 28 dicembre è previsto il ritorno anche sui grandi schermi con il film Wonder, accanto a Owen Wilson e Jacob Tremblay.

A consacrarla “donna perfetta” è il suo impegno umanitario. Da 1995, la Roberts è al fianco di Unicef, a cui donò personalmente 10 milioni di dollari. “A volte chiudo gli occhi e immagino di non essere Julia Roberts- ha rivelato –  ma di chiamarmi Jane, e di lavorare come impiegata in banca. Mi rende più centrata, con i piedi per terra. Un esercizio, ma forse è una sciocchezza, per una donna grande come me!”.

Un mix di ironia, umanità, professionalità e bellezza, per la donna che resterà negli anni “il più bel sorriso di Hollywood”.

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