Jova Beach Party, continua il tour sostenuto dal Wwf. Polemiche per la prossima tappa

Il Jova Beach Party, il tour sulle spiagge italiane di Jovanotti, realizzato con il supporto del Wwf , continua a scatenare polemiche.  Dopo la prima tappa a Lignano Sabbiadoro, continuerà per terminare il 31 agosto a Viareggio in  vere e proprie oasi naturali. Ma alcune associazioni ambientaliste protestano per la tappa del 10 luglio sulle spiagge di Rimini e Riccione: “Rischia di fare una strage di nidi di fratino, una specie di uccello in via di estinzione”.

E’ partito il tour di Jovanotti, il Jova Beach Party sulle spiagge italiane. Le tappe sono state scelte per portare all’attenzione del pubblico il problema dell’inquinamento da plastica. A supportare i live del cantante infatti, il Wwf, l’organizzazione mondiale dedicata alla conservazione della natura, per trasformare una festa in un’occasione per raggiungere con un messaggio ecologista e di rispetto del pianeta un grandissimo numero di persone. 

“Quest’estate saremo presenti alle tappe del Jova Beach Party per portare avanti la nostra campagna contro l’inquinamento da plastica in natura. Il tour sta suscitando molto interesse e una grande risposta da parte del pubblico ma al tempo stesso però sono state espresse alcune perplessità e, in alcuni casi, vere e proprie critiche su alcune località scelte per le tappe”, ha dichiarato il Wwf.

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Dopa il live a Lignano Sabbiadoro, sui social sono partite molte polemiche e postate foto delle condizioni in cui è stata lasciata la spiaggia dopo il concerto.

 

Il WWF non intende sottrarsi al confronto e specifica che “l’associazione non riceve alcun compenso economico per la sua partecipazione al Jova Beach Party.  Il WWF sarà presente al tour perché Jovanotti ha aderito alla nostra campagna contro l’inquinamento da plastica in Natura dandoci la possibilità di partecipare il suo tour estivo per promuoverla. Crediamo nella volontà di Lorenzo di dare una mano a questa causa e nella capacità di trasformare una festa in un’occasione per raggiungere con un messaggio ecologista e di rispetto del pianeta un grandissimo numero di persone. Ci siamo quindi impegnati, attraverso la nostra competenza scientifica e l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro sul campo, affinché il tour si svolga nel rispetto degli habitat e delle specie viventi. Il tour si sarebbe comunque fatto ugualmente e la nostra presenza ha certamente favorito un maggior rigore, più attenzioni sia sostanziali che formali e ha costituito un deterrente nei confronti di alcune amministrazioni che, attratte dall’importanza dell’evento, avrebbero potuto rilasciare autorizzazioni in maniera disinvolta. Nonostante fossimo stati chiamati solo per la nostra campagna PlasticFree abbiamo ritenuto di dover dare il nostro contributo per ridurre i possibili impatti sia relativamente alle localizzazioni che rispetto ai criteri generali di gestione dell’evento”.

 

Tra le tappe del tour, alcuni siti sono delle vere e proprie oasi naturali, anche se non riconosciute come riserve.  E il prossimo appuntamento del 10 luglio sulle spiagge di Rimini e Riccione, ha scatenato numerose proteste da parte degli ambientalisti.

Già la tappa prevista a Torre Flavia il 16 luglio era stata oggetto di polemiche, spingendo Jovanotti e il suo staff a spostare la location.  Quella del 10 luglio invece è arrivata a far scattare anche un’interrogazione parlamentare: nella zona hanno nidificato diverse coppie di fratini, una specie in via di estinzione, e i pulcini non saranno in grado di volare prima del 15 luglio, rischiando dunque di essere uccisi nel corso del concerto.

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“Abbiamo presentato un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente per avere risposte in merito ai danni a flora e fauna che potrebbero essere stati provocati sui litorali italiani a causa dei lavori per il tour estivo di 17 tappe dell’artista Jovanotti – scrive sul suo profilo Facebook Patrizia Terzoni, parlamentare firmataria insieme a Ilaria Fontana – Vogliamo andare a fondo sulla vicenda e vigilare su questi tipi di interventi che coinvolgono le aree costiere del nostro Paese: bene promuovere musica e cultura ma in un quadro regolatorio chiaro e senza mettere in pericolo la nostra biodiversità”.

Il Comitato nazionale per la conservazione del fratino spiega che questa specie è un uccellino lungo circa 16 cm che nidifica lungo le coste italiane. Dopo un inverno nelle zone più temperate del Mediterraneo, la riproduzione inizia a marzo, con un picco in maggio, e termina ad agosto. Il nido è un semplice avvallamento scavato nella sabbia (piuttosto difficile da individuare) dove il fratino depone tra le 2 e le 4 uova che cova per  24-27 giorni. Ma, anche se i piccoli iniziano subito ad uscire dal nido per seguire i genitori nella ricerca del cibo, sono in grado di volare solo dopo un mese circa dalla nascita.

Ed è qui il pericolo: i piccoli nati proprio nei luoghi previsti per la prossima tappa del tour di Jovanotti non avranno ancora compiuto un mese il giorno del concerto, esponendosi a diventare vittime dell’organizzazione dell’evento.

Per questo, considerando che al Jova Beach Party parteciperanno circa 40mila persone, le associazioni chiedono che l’evento sia spostato in altro luogo o rinviato a data successiva al 25 luglio.

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