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Già nel 2019 la spiaggia che ospitò il megaconcerto cambiò fisionomia a causa della necessità di spianare la sabbia con conseguente distruzione delle dune e delle piante

Il 26 e il 27 agosto prossimi, il Jova Beach Party arriverà a Castel Volturno, in provincia di Caserta, nella stessa location in cui si era tenuto nel 2019.

E a circa due settimane dall’evento non si sono placate le polemiche – che quest’anno sono piovute da più parti sull’evento musicale di Jovanotti – sulle conseguenze del concerto sulla natura.

Antonio Croce, dottore di ricerca in Biologia applicata, già dopo l’evento del 2019 era intervenuto sulla questione. Spiegando che, spianando la sabbia per permettere la presenza degli spettatori, si erano distrutte piante sia stagionali che perenni, Croce scriveva: “Avvicinandosi all’area spianata per il concerto, quasi bruscamente le piante perenni scompaiono e lasciano la scena ad una vegetazione, molto rada, di specie annuali (che impiegano meno di un anno per germinare dal seme, crescere, fiorire, fruttificare e disseminare, per poi morire o, meglio, sopravvivere sotto forma di seme), tecnicamente chiamate terofite. Hanno riconquistato facilmente l’area dopo il disturbo ed alcune hanno già concluso il loro breve ciclo vitale”. 

Quindi se le piante stagionali erano tornate, di quelle perenni – che impiegano più tempo per riprendere il loro posto – non c’era più traccia. E il nuovo concerto sposterà ancora più in là la loro rinascita.

Un problema di erosione della costa

Lo stesso Antonio Croce in un report spiega che la scomparsa delle dune di sabbia, oltre che compromettere la biodiversità del luogo, espone il litorale domizio a un inasprimento del problema dell’erosione della costa.

“La sabbia – ha scritto – non avrà più radici che la trattengono né barriere che la intercettino e il vento l’accumulerà sulla strada all’interno. Qui naturalmente verrà raccolta e smaltita… in discarica. Il processo di impoverimento della spiaggia continuerà per anni ed il mare avanzerà metro dopo metro”. 

 

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