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Kenya, uccisa l’ambientalista Joannah Stutchbury: fermò le ruspe nelle foreste. Era stata minacciata di morte

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Uccisa in Kenya Joannah Stutchbury, l’attivista 67enne che tre anni fa fermò le ruspe nella foresta di Kiambu. Era stata minacciata più volte di morte.

L’ambientalismo piange Joannah Stutchbury. L’attivista 67enne è stata uccisa a colpi di pistola nei pressi della sua casa alle porte di Nairobi, in Kenya. Divenuta famosa in tutto il mondo per una foto simbolo del 2018, quando fermò le ruspe nella foresta di Kiambu, Joannah Stutchbury è stata uccisa nella serata di giovedì scorso. Da una prima ricostruzione, la donna stava guidando e si era fermata per rimuovere dei rami che ostruivano il passaggio in strada, quando è stata vittima di un agguato. I vicini hanno trovato il corpo all’interno dell’abitacolo, con il motore ancora acceso e con tutti gli oggetti di valore al loro posto: esclusa, quindi, l’ipotesi della rapina. Lo riporta anche il Guardian.

Joannah Stutchbury si era opposta con forza, negli scorsi anni, ai progetti dei ricchi imprenditori locali che volevano sfruttare il suolo della foresta di Kiambu, incuranti dei vincoli ambientali fissati dalle leggi sui parchi naturali. Per il suo impegno, l’attivista 67enne era stata più volte minacciata di morte e la dottoressa Paula Kahumbu, che gestisce la ong ambientalista Wildlife Direct, ha spiegato: “Un fatto terribile, siamo tutti molto scossi e devastati. Il nostro paese è devastato dalla corruzione e c’è da avere paura anche delle forze dell’ordine, ma nessuno poteva immaginare che potessero fare del male ad una donna anziana e inoffensiva come Joannah“.

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Uhuru Kenyatta, presidente del Kenya, ha condannato l’accaduto: “Per tantissimo tempo, Joannah è stata una campionessa della tutela dell’ambiente e sarà sempre ricordata per i suoi instancabili sforzi per proteggere la foresta di Kiambu“. Anche il corpo forestale del Kenya piange la morte violenta di Joannah Stutchbury. “Per noi era una persona indispensabile, con il suo carisma e il suo coraggio ha fatto tanto per contrastare la distruzione della foresta di Kiambu. Urge un’indagine dettagliata della polizia per capire cosa sia successo e perché. Le persone non dovrebbero mai dimenticare quello che è accaduto“, ha spiegato un ufficiale al portale locale The Star.

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Il delitto di Joannah Stutchbury non è un fatto isolato. Già nel 2018 il Kenya era stato scosso dall’omicidio di Esmond Bradley Martin, attivista di origini americane, era stato ucciso a coltellate nella sua casa di Nairobi. Per lunghi anni si era occupato di indagare sulle stragi di elefanti e rinoceronti in relazione al commercio dell’avorio. Per il suo omicidio non è mai stato trovato un colpevole. E l’organizzazione The Conservation Alliance of Kenya, che raccoglie diverse ong ambientaliste, ha rivelato che Joannah Stutchbury aveva ricevuto diverse minacce di morte: “La foresta di Kiambu è ormai invasa dal fenomeno del land grabbing, dove imprenditori senza scrupoli e con appoggi nei politici locali cercano di deforestare per investire nell’edilizia“.

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Anche Amnesty International Kenya ha condannato l’omicidio di Joannah Stutchbury: “Era irreprensibile, non aveva mai fatto un passo indietro rispetto alle attività illegali nella foresta di Kiambu. Chiediamo giustizia per lei e per tutti gli attivisti per l’ambiente e i diritti umani che hanno perso la vita per aver difeso l’integrità del nostro patrimonio naturale“.

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