La moglie: “Lui e gli animali senza acqua né cibo”. Aveva deciso di rimanere a Kiev per assistere i cani del rifugio che aveva fondato dieci anni fa

Aggiornamento: Andrea Cisternino, l’italiano rimasto a Kiev per assistere gli animali del suo rifugio e di cui si erano perse le tracce da diverse ore, è vivo anche se si trova in una situazione assai critica.

Lo fa sapere, tramite Facebook, Anna Raimondi dell’Associazione Unitiperloro di cui fa parte lo stesso Cisternino.

“Ho appena sentito Andrea – scrive l’animalista -. La situazione è immutata. Si stanno muovendo tutti gli organi di stampa per portare a tutti il messaggio di Andrea che, tramite noi, conferma il fatto che NON LASCERÀ IL RIFUGIO E I SUOI ANIMALI . Chiede di trovare percorsi alternativi poiché da Kiev è tutto bloccato, per cui valutare percorsi da nord o ovest”.

La donna fa sapere inoltre che Cisternino e gli animali “sono sempre senza cibo, l’acqua è del pozzo, non potabile, che viene fatta bollire. Comunque la volontà è forte e non si molla!!”


Non si hanno più notizie da diverse ore di Andrea Cisternino, l’italiano bloccato a Kiev, in Ucraina, dove aveva deciso di rimanere per prestare soccorso agli animali del rifugio “Italia Kj2”.

Le ultime notizie – fa sapere la moglie Vlada Shalutko – risalgono a tre giorni fa quando aveva inviato un messaggio per far sapere ai parenti di essere vivo.

Ma le condizioni in cui si trova sono drammatiche: lui e gli animali di cui ha deciso di prendersi cura anche durante l’invasione russa dell’Ucraina e l’inizio della guerra sono senza cibo né acqua.

Inoltre, la zona dove si trova l’animalista italiano (nei pressi della capitale Kiev) è completamente circondata dall’esercito russo. Quindi l’approvvigionamento di alimenti e acqua è reso ancora più complesso.

Chi è Andrea Cisternino e perché è ancora a Kiev?

Andrea Cisternino, ex fotografo di moda, circa dieci anni fa si è trasferito in Ucraina per dedicarsi alla salute dei cani randagi. Ha fondato insieme alla moglie il rifugio Italia Kj2 e si occupa da anni del fenomeno dei “dogs hunter”, cioè “cacciatori di cani”, persone specializzate nella cattura e nell’uccisione dei cani randagi.

Proprio quei cani che lui ospita nel rifugio a 45 km da Kiev sono la ragione per cui Cisternino ha deciso di non abbandonare il Paese quando, con l’ingresso dei Russi nel territorio ucraino, la Farnesina aveva chiesto a tutti i nostri connazionali di rientrare in Italia o comunque lasciare il Paese per altre destinazioni.

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Aveva deciso di rimanere lì per prendersi cura dei propri animali. E probabilmente non aveva creduto nella possibilità che la situazione si aggravasse al punto da rendere difficili i rifornimenti di generi di prima necessità come acqua e cibo.

Nelle ore immediatamente successive all’inizio delle operazioni militari di Mosca, Cisternino aveva girato un video pubblicato sui social in cui mostrava la situazione nei pressi del suo rifugio.

Le ultime notizie sull’Italiano a Kiev

Le ultime notizie di Andrea Cisternino sono di circa tre giorni fa quando l’Italiano ha scritto un messaggio alla moglie.

“Non hanno cibo né acqua, manca anche l’elettricità e il telefono. La situazione è tragica. Ci stiamo attivando per far arrivare la Croce Rossa per portare viveri, ma serve l’accordo con i russi”, ha spiegato all’Ansa Vlada Shalutko, moglie di Andrea Cisternino.

L’ambasciata italiana in Ucraina – che con lo scoppio delle ostilità ha spostato la propria sede da Kiev a Leopoli – fa sapere che sta seguendo da vicino la vicenda dell’animalista italiano bloccato nei pressi della capitale ucraina.

“Sappiamo della sua situazione e seguiamo il caso”, fanno sapere.

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