L’Italia si adegua ad una direttiva Ue e dal 2027 vieterà l’abbattimento selettivo dei pulcini maschi della specie Gallus gallus domesticus in allevamento.

Stop all’abbattimento selettivo dei pulcini maschi della specie Gallus gallus domesticus in allevamento dal 2027 in Italia. La Camera dei Deputati ha approvato un emendamento alla Legge di delegazione europea, che recepisce anche nel nostro Paese una direttiva Ue. L’Italia dovrà quindi “favorire strumenti per il sessaggio degli embrioni ‘in ovo’ per identificare il sesso del pulcino prima della schiusa, così da eliminare le uova che contengano pulcini maschi“.

La prima firmataria dell’emendamento è la deputata del M5S, Francesca Galizia, che si è detta soddisfatta per il risultato raggiunto: “La crudele pratica dell’abbattimento dei pulcini sarà vietata in Francia e Germania già dal prossimo anno e l’Italia deve seguire la stessa linea a tutela degli animali. Ogni anno 40 milioni di pulcini vengono abbattuti con pratiche poco sostenibili. Finalmente andiamo verso un miglioramento progressivo ed ulteriore del benessere animale sulla base del progresso tecnologico. Voglio ringraziare le associazioni di Categoria Assoavi e Unaitalia e le sigle animaliste che si sono fatte portavoce di questa problematica Animal Equality e la Lav. Ma anche tutti i colleghi della commissione di tutte le forze politiche che hanno sostenuto la proposta“.

Molto soddisfatte anche le ong animaliste. “La nostra campagna di sensibilizzazione arriva a un punto di svolta, ora manca solo la conferma definitiva al Senato prevista per l’inizio del 2022. Nell’industria delle uova i pulcini maschi sono considerati inutili per la produzione, in quanto non sono in grado di deporre le uova, né possono essere impiegati per la carne, in quanto specie diverse dai più comuni polli broiler utilizzati dall’industria alimentare” – spiega Alice Trombetta di Animal Equality – “Oggi la Camera ha compiuto una scelta di responsabilità e rispetto nei confronti di animali, esseri senzienti, che non possono più essere solo considerati scarti industriali. Ora dobbiamo favorire l’introduzione delle tecnologie in-ovo sexing anche in Italia, come già stanno facendo i produttori, e le istituzioni devono impegnarsi in questo percorso fondamentale per il progresso del nostro Paese e degli animali“.

La notizia è giudicata positiva anche dalla Lav. “Un grande risultato che porrà fine a una delle pratiche più efferate dell’industria zootecnica. Certamente avremmo voluto un’immediata attuazione del divieto, visto che la tecnologia per il sessaggio degli embrioni è già disponibile, ma si tratta in ogni caso di un importante passo avanti che, speriamo, farà riflettere anche i consumatori sulle scelte alimentari che già da oggi possono indirizzare verso alimenti vegetali che non comportano alcuna sofferenza per gli animali“, ha spiegato Lorenza Bianchi, responsabile Lav Area animali negli allevamenti.

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