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L’Italia è leader nella lotta agli sprechi alimentari

L’Italia è uno dei Paesi leader nella lotta agli sprechi alimentari secondo il Food Sustainability Index che misura le performance di 78 Paesi.

In Italia il cibo non si spreca. E lo dimostra l’ottima performance del nostro Paese in termini di lotta agli sprechi alimentari e pratiche contro la perdita di cibo lungo la filiera produttiva.

Un progetto sviluppato da Economist Impact e Fondazione Barilla ha portato alla creazione dell’indice FSI (Food Sustainability Index) che misura le performance degli Stati in termini di sprechi di cibo.

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Lotta agli sprechi alimentari, Italia al secondo posto 

Se a livello mondiale l’indice FSI mostra ampi margini di miglioramento in materia di sostenibilità alimentare e stato della nutrizione, il nostro Paese è tra quelli con la migliore performance.

“L’Italia è sulla buona strada e, nella lotta allo spreco alimentare, che a livello globale riguarda un terzo del cibo prodotto, possiamo essere presi come riferimento dal resto del mondo”, ha dichiarato Marta Antonelli, Direttrice della Ricerca della Fondazione Barilla.

Per quanto riguarda gli sprechi alimentari dal campo alla tavola, l’Italia è al secondo posto dopo il Canada.

“Questo anche grazie a iniziative, strategie e politiche che hanno agito per contrastare il fenomeno. Tra queste, la Legge Gadda che ha facilitato, anche tramite agevolazioni fiscali, la donazione delle eccedenze alimentari alle Onlus“, ha dichiarato Antonelli.

Questo intervento normativo, riconosciuto come best practice a livello mondiale, ha prodotto subito risultati tangibili: solo nel primo anno di entrata in vigore della legge (2016-2017), le donazioni di cibo alle Onlus sono aumentate del +21%.

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Lotta agli sprechi alimentari, l’indice FSI sviluppato da Barilla e The Economist

Il FSI, l’indice che misura le performance alimentari degli stati, è frutto di una partnership avviata nel 2016 tra Fondazione Barilla e The Economist (col suo hub di innovazione Economist Impact, prima Economist Intelligence Unit).

L’edizione 2021 analizza il nesso cibo-salute-ambiente in 78 Paesi (che rappresentano oltre il 92% del PIL globale e oltre il 92% della popolazione mondiale) mediante 38 indicatori e 95 metriche individuali.

Lo scopo dello studio è indagare la situazione attuale dei sistemi alimentari globali per evidenziarne le best practice e le aree di miglioramento, verso il raggiungimento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati dall’ONU.

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