In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Italia sempre più soggetta ad alluvioni e piogge intense; 2) Riciclo, un’agenda per un’economia realmente circolare; 3) Aree Marine Protette, Italia e Malta tirano le somme del progetto AMPPA; 4) Cambiamento climatico, una grave minaccia per il 90% degli italiani

 

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Italia sempre più soggetta ad alluvioni e piogge intense: L’Italia è sempre più soggetta ad alluvioni e piogge intense, e sempre più fragile e impreparata di fronte alla crisi climatica.  È quanto emerge dal “Rapporto Città Clima 2023 Speciale Alluvioni” realizzato da Legambiente, con il contributo del Gruppo Unipol. Negli ultimi 14 anni – dal 2010 al 31 ottobre 2023 – sono stati registrati dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente ben 684 allagamenti da piogge intense, 166 esondazioni fluviali e 86 frane sempre dovute a piogge intense, che rappresentano il 49,1% degli eventi totali registrati. In questi 14 anni, le regioni più colpite per allagamenti da piogge intense sono state: la Sicilia, con 86 casi, seguita da Lazio (72), Lombardia (66), Emilia-Romagna (59), Campania e Puglia (entrambe con 49 eventi), Toscana (48). Numeri preoccupanti – per Legambiente – se si pensa che l’Italia è un gigante dai piedi d’argilla e ad elevato rischio idrogeologico con 1,3 milioni di persone che vivono in aree definite a elevato rischio di frane e smottamenti e oltre 6,8 milioni di persone sono a rischio medio o alto di alluvione (dati Ispra). Poi l’appello al Governo Meloni affinché in tempi rapidi definisca una nuova governance del territorio, che riveda le politiche territoriali tenendo conto di quattro priorità su cui non sono ammessi più ritardi:1) approvare in via definitiva il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici; 2) Approvare la legge sullo stop al consumo di suolo; 3) Superare la logica dell’emergenza e degli interventi invasivi e non risolutivi; 4) Costituire una regia unica, da parte delle Autorità di bacino distrettuale

2) Riciclo, un’agenda per un’economia realmente circolare: L’Italia si conferma eccellenza europea nel settore del riciclo e nella produzione di nuovi materiali da rifiuti, pienamente in corsa per il raggiungimento degli obiettivi UE al 2025 e al 2035. Obiettivi che, per quanto riguarda gli imballaggi, sono stati già superati. Per un sistema economico davvero circolare nell’uso delle risorse, è necessario però seguire un’Agenda di lavoro nei prossimi due anni che consenta al nostro Paese di compiere il definitivo salto di qualità. E’ quanto emerso nel corso della presentazione, a Roma, del Rapporto annuale “L’Italia che Ricicla”, promosso dalla sezione Unicircular di Assoambiente.

3) Aree Marine Protette, Italia e Malta tirano le somme del progetto AMPPA: Coniugare conservazione della biodiversità del mare e pesca artigianale. Questo l’obiettivo portato a compimento dal progetto Amppa, Aree marine protette e pesca artigianale, nato nel 2019 e condotto in compartecipazione tra due realtà siciliane, Egadi e Ustica, e maltesi, le città di Gharb e Ghajnsielem nell’isola di Gozo. I risultati sono stati presentati ai Giardini del Massimo a Palermo.

4) Cambiamento climatico, una grave minaccia per il 90% degli italiani: Il 90% degli italiani ritiene che il cambiamento climatico rappresenti una grave minaccia per il mondo intero, soprattutto per la salute globale degli individui. È il dato emerso dalla ricerca realizzata da Ipsos per Amref Italia con l’obiettivo di indagare la percezione degli italiani rispetto al cambiamento climatico e il suo impatto sulla salute in Africa e nel mondo. Secondo gli intervistati il fenomeno del cambiamento climatico che avrà le peggiori conseguenze nel nostro pianeta è rappresentato dall’aumento delle ondate di calore e innalzamento delle temperature (46%). Al secondo posto l’aumento della siccità e la diminuzione della disponibilità di acqua (44%) e a seguire la diminuzione della disponibilità di cibo dovuta agli impatti sull’agricoltura (37%) e l’aumento delle alluvioni (33%). Le cause del cambiamento climatico mettono molto a rischio la salute dei cittadini di tutto il mondo per il 69% degli intervistati. Se i cittadini africani sono molto a rischio per il 68% dei rispondenti del campione, a livello di cittadini europei, italiani compresi, la soglia di preoccupazione massima scende leggermente (65%).