Marmolada, ecco chi sono le vittime e i dispersi

È di sette morti, otto feriti e 13 dispersi il bilancio provvisorio della Marmolada. Ecco chi sono le persone vittime della tragedia di domenica scorsa. 

Sono riprese questa mattina le ricerche dei 13 dispersi nella frana della Marmolada. Anche se dopo due giorni la speranza di ritrovare le persone in vita è appesa a un filo, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) stanno utilizzando quattro droni per monitorare l’area della tragedia.

Fino a oggi, l’enorme massa di ghiaccio e roccia ha restituito i corpi di sette vittime e otto feriti. All’appello però mancano ancora 13 persone, tre delle quali straniere. Proprio per questo il bilancio della più grave tragedia della montagna italiana ripresa in diretta in alcuni video è ancora provvisorio.

Ecco chi sono le vittime della Marmolada

Tre delle settime vittime accertate della Marmolada sono originarie della provincia di Vicenza.

Filippo Bari aveva 27 anni, era residente a Malo e lavorava in una ferramenta a Isola Vicentina. Il giovane, che lascia una compagna e un figlio di quattro anni, aveva inviato un ultimo selfie ad amici e parenti proprio pochi istanti prima della tragedia. “Filippo è scivolato via, la grande Marmolada se l’è voluto tenere con sé“, ha scritto sui social Francesco Enrico Gonzo, sindaco di Isola Vicentina. Che poi al quotidiano “Repubblica” ha aggiunto: “Lo ricordo quando era piccolo e giocava fuori dal negozio di Beppe ed Emanuela, la merceria dei genitori. Era un ragazzo solare, sorridente, pacifico“.

Il 48enne Tommaso Carollo era, invece, un manager di Thiene. A ricordare l’uomo, che lascia un figlio di nove anni, è Roberto Berti, Sindaco di Zanè, a pochi chilometri dal borgo di residenza del professionista: “A nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale e di tutta la Comunità, desidero porgere le più sentite condoglianze ai famigliari di Tommaso Carollo, deceduto a causa del crollo di un seracco sulla Marmolada. In particolare, ci uniamo al dolore del papà Ivano Carollo, residente zanadiense e professionista con il quale il nostro Comune ha collaborato e collabora tuttora“.

Paolo Dani, 52 anni, era una guida alpina di Valdagno. L’uomo, che lascia una moglie e una figlia di 14 anni, era un esperto conoscitore della Marmolada dopo avere guidato il Soccorso Alpino di Recoaro Valdagno per anni. Quando alle 13:30 di domenica scorsa si staccò il costone sulla montagna, Paolo Dani era a capo di una delle due cordate dirette a Punta Penia.

Per identificare gli altri quattro corpi recuperati, sarà necessario aspettare l’esame del DNA.

Ecco chi sono i dispersi della Marmolada

Anche se la speranza di ritrovare vivi i 13 dispersi nella Marmolada svanisce minuto dopo minuto, i soccorritori stanno ispezionando l’area della tragedia.

Tra le persone che mancano ancora all’appello, ci sono Davide Miotti ed Erica Campagnaro, marito e moglie di Tezze sul Brenta. La coppia ha due figli di 15 e 25 anni.

Non si hanno nemmeno notizie di Niccolò Zavatta, 22enne di Ponte di Mossano, di Liliana Bertoldi, residente a Levico Terme, e di Davide Carnielli, originario di Fornace. Dispersi risultano anche Gianmarco Gallina ed Emanuela Piran, una giovane coppia di Villa d’Asolo.

Quando nel 1916 una slavina staccatasi da Punta Penia causò la morte di 272 soldati austriaci, molti corpi erano stati recuperati dopo decenni. Proprio per questo, spiega oggi il quotidiano “Corriere della Sera“, alcune vittime potrebbero restare intrappolate tra i ghiacci per molto tempo.

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