Fiumi a secco e animali morti di sete. L'Italia verso il razionamento diurno dell'acqua

Continua l’emergenza siccità in Italia. Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile: “Possibile razionamento diurno dell’acqua”.

Anche il Tevere è vittima della siccità. Il terzo fiume nazionale per lunghezza che bagna quattro Regioni, sette province e 82 Comuni, tra cui Roma, nasce sul Monte Fumaiolo, in Romagna, a 1.268 metri di altitudine sul livello del mare. Eppure, nonostante un inverno abbastanza piovoso, il corso d’acqua simbolo della Città Eterna è in affanno a causa delle temperature estreme delle ultime settimane.

Emergenza siccità, Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile: “Possibile razionamento diurno dell’acqua”

Da Nord a Sud, l’Italia, incluse le Isole, è alle prese con il giugno più caldo degli ultimi anni. Proprio per questo Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, non esclude “il razionamento diurno dell’acqua“. Intanto, in attesa della proclamazione dello stato di emergenza, le singole ordinanze dei Comuni stanno già limitando l’utilizzo dell’importante “oro blu” per combattere la siccità.

Emergenza siccità, gli animali muoiono di sete

Se gli agricoltori sono in ginocchio, gli animali cominciano a morire di sete. A Porcari, un borgo in provincia di Lucca, due cicogne sono state trovate senza vita tra l’erba. I cinghiali stanno abbandonando, invece, i Colli Euganei, in provincia di Padova, per stabilirsi in pianura alla ricerca di acqua. Ed ecco perché, secondo le associazioni animaliste, chi abita in campagna può lasciare una ciotola in giardino con il sempre più raro “oro blu”, così da dissetare la fauna selvatica.

 

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